Redatto il 13 luglio, aggiornato il 14 luglio 2026
Dal 15 luglio quindi via libera alle nuove disposizioni contro la shrinkflation ma le norme appaiono annacquate e poco incisive: in base al decreto del Mimit, infatti, scompare l’obbligo per i produttori di indicare in etichetta la dicitura “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”, sostituito con un sistema di comunicazione lungo la filiera commerciale che coinvolge distributori e rivenditori sia fisici sia online.
In caso di riduzione della quantità nominale di un prodotto, i soggetti della filiera (produttori, distributori) dovranno trasmettere ai venditori una comunicazione standardizzata contenente le informazioni sulla variazione, e la percentuale di aumento del prezzo riconducibile alla riduzione del contenuto, informazioni che andranno rese disponibili ai consumatori nei punti vendita o sui canali digitali…
Come? Con dei cartelli, per tre mesi . Quali siano le possibili sanzioni non si sa.
Sotto: due casi di sgrammatura di prodotti, che hanno mantenuto lo stesso prezzo, ripresi da Altroconsumo e segnalati da Il Fatto Alimentare.
Tutte le grandi marche, come Ferrero, Barilla e Fage, hanno praticato la shrinkinflation.



