Gentile Dott. Caprotti,
ho letto con curiosità il suo libro che ho espressamente richiesto a mia moglie quale regalo di Natale. In diverse parti mi sono riconosciuto nell’evoluzione di Esselunga quando, ai primi tempi delle 2 pubblicità mensili stile Orsetti o Cocco l’andare a lavorare in zona Lambrate mi faceva passare con un bus sotto le linee ferroviarie dove venivano affissi i manifesti più grandi e ogni mese una pubblicità superava la precedente. Era costante argomento di discussione a casa. Era dal 1996 che venivo abitualmente in Esselunga -Feltre e avevo fatto la mia Fidaty verde (oggi e, da almeno 20 anni, ho quella oro) con cui avevo ritirato il mio primo premio (una pentola con extra costo) con lo scontrino che mi diceva “complimenti per aver raggiunto il suo obiettivo”. Quante risate sul mio obiettivo!!! Poi successe quello che è successo e per un po’ mi rimase una profonda ammirazione per suo padre e per le sue capacità nell’aver creato una realtà del genere. Una macchina che non sbagliava mai, all’avanguardia e sempre sul pezzo. l’ultima parte del libro invece mi ha intristito e mi immagino quanto abbia sofferto (si evince) nel subire quei trattamenti incomprensibili in costante e continuo attrito / guerra(?). Mi sono domandato perché non abbia parlato del suo matrimonio (sua moglie compare ma non si dice della scelta di fare un passo importante che io ho compiuto nel 2001) né della nascita dei suoi figli (il maggiore dei quali, mi pare di aver capito vedendo una delle presentazioni, avrebbe preferito il nome Bernardo). Adesso osservo, anche grazie ai suoi articoli, un gigante che mi sembra abbia un po’ di difficoltà nel mantenere la propria posizione (il problema di Firenze a parte). Ho visto scendere Ipercoop e Carrefour (vicino a casa ho sempre avuto un GS/carrefour market che per noi mantiene spesso il suo nome originale) ho visto le crisi degli ipermercati e guardo con curiosità la nuova frontiera ARESE vs MERLATA BLOOM senza avere ancora fatto la spesa né nel primo e nemmeno nel secondo come l’arrivo di Tigros e dei vari LIDL e IN’s mercato che aprono in ogni dove. La ringrazio ancora per i tanti contributi che ha via via postato e che mi hanno aiutato a farmi delle idee su di un mondo che, visto dalla mia scrivania al lavoro, sembra interessante e da esplorare. Le auguro nel mio piccolo di trovare la voglia di scommettere su qualcosa di nuovo che le faccia riprendere il brio del combattimento. Se dovesse fare nuove presentazioni a Milano città me lo faccia sapere e cercherò di venire a sentirla. Buon lavoro.
Alessandro Berrini, 7/4/24

