La storia dell’ “Impresa di costruzioni Ing. A. Morganti” (dal 2012 “Morganti Impresa di Costruzioni S.p.A.”), s’intreccia strettamente con la storia dell’edilizia in Italia per tutto l’arco del Novecento, dando vita e compimento a molti fra i maggiori progetti che interessano case, strade, industrie e, loro specialità, le strutture prefabbricate. Per questo motivo soprattutto entrano in contatto con i Caprotti, prima per la Manifattura tessile albiatese, poi per Esselunga.

 

LA MORGANTI

L’impresa viene fondata nel 1905 da Alfonso Morganti (1873-1927), ingegnere e costruttore; suo fratello Antonio dirige invece l’impresa tessile di famiglia. A partire dagli anni Venti la Morganti, fino ad allora dedita solo alle case, partecipa alla costruzione delle autostrade Milano-Laghi, Brescia-Bergamo e Milano-Torino. Per la Milano-Laghi, inaugurata nel 1924, la Morganti costruisce il ponte sull’Olona nel tratto Milano – Busto Arsizio, uno dei primi esempi di infrastrutture in cemento armato del periodo nonché una delle opere chiave del primo sistema autostradale a pedaggio al mondo.

Alfonso muore nel 1927, mentre suo figlio Renato è ancora studente; prenderà in mano l’azienda del padre, fino ad allora guidata da un procuratore, dopo aver conseguito le lauree in architettura e in ingegneria al Politecnico di Milano nel 1931. L’anno successivo sposa Ada Baggio e da questo matrimonio nascono i due figli Alfonso (1935 – 2017) e Tono (1939 – ).

Con Renato, la Morganti entra definitivamente nell’Olimpo dei costruttori: fra il 1931 ed il ’34 costruisce metà del grande complesso ospitaliero di Niguarda, nel 1932 sbanca la roccia per preparare la sede ove sorgerà il futuro Istituto Gaslini di Genova, nel 1943 scava il rifugio antibomba di piazza del Duomo a Milano, che diventerà nel dopoguerra una galleria commerciale, senza contare gli interventi si può dire in tutti i principali stabilimenti lombardi, Magneti Marelli, Pirelli, Carlo Erba, Franco Tosi, e l’esecuzione di edifici che rimangono a lungo nella familiarità quotidiana, come il padiglione d’ingresso alla Fiera campionaria di Milano in piazza Giulio Cesare (1947) e l’area arrivi e partenze dell’aeroporto di Malpensa (1953-1954).

“Nel 1962 Morganti si associa nella MBM (Meregaglia-Balency-Morganti) per la costruzione di complessi residenziali interamente prefabbricati (quartiere Olmi a Milano). Dal 1965 inizia un periodo di grandi lavori in Sardegna, prima per la Snia a Villacidro (Vs) e in seguito per la Saras a Sarroch (Ca) e altre industrie. La sede dell’impresa viene portata nel 1966 da via Cossa a via Barozzi, dove resterà fino al 2000 quando viene trasferita in via Canzio. L’ingegner Morganti ha fatto parte dal 1960 al 1969 degli organi direttivi di Assimpredil, di cui è stato presidente tra il 1960 e il 1963. In Assolombarda è stato membro del Comitato di presidenza dal 1961 al 1971”. (“STRAMBIO DE CASTILLA, Assimpredil si racconta”).

Renato Morganti inoltre, in stretta collaborazione con l’amministrazione dei beni culturali, realizza e dirige in prima persona numerosi interventi di restauro di chiese e monumenti, tra cui la chiesa milanese di S. Pietro in Gessate e il Battistero del Masolino a Castiglione Olona. Poeta di suo e incisore di talento, tiene alcune mostre personali il cui ricavato viene sempre donato a enti benefici.

 

I CAPROTTI E LA MORGANTI

Nel dopoguerra l’impresa Morganti è molto attiva nei lavori stradali e nella costruzione di stabilimenti industriali, in particolare per l’industria tessile. Grazie ad un lavoro per la Manifattura Caprotti di Albiate, Renato stringe un solido rapporto con la famiglia Caprotti che affida all’impresa Morganti la costruzione di numerosi supermercati della catena Esselunga su tutto il territorio nazionale. La specializzazione nei grandi magazzini consente alla Morganti di lavorare anche per Rinascente e Upim (“STRAMBIO DE CASTILLA, Assimpredil si racconta”). La collaborazione della Morganti non si limita però solo a questo: molti degli edifici del grande complesso della sede centrale Esselunga di Limito vengono costruiti da loro, e vedere le fotografie del lento divenire delle strutture, accuratamente testimoniato nei libri che l’azienda stessa prepara quale omaggio/pubblicità ai clienti genera sempre una certa emozione.

Il successore di Renato, suo figlio Alfonso, diventa amico di mio padre Bernardo, che fra l’altro convince a finanziare la ristrutturazione del rustico del Pac (il Padiglione di arte contemporanea a Milano), rinato su progetto di Ignazio Gardella, grande architetto anch’egli amico di Bernardo e progettista di alcuni dei negozi Esselunga; inaugurato nel 1954, il PAC è da allora una delle sedi più prestigiose per l’arte contemporanea. Sarà poi Alfonso che un giorno, “mentre camminiamo in via Manzoni, a Milano (…) mi parla di fatti che dovrei conoscere soltanto io”, alimentando il sospetto che già nutrivo di avere telefoni e cellulare sotto controllo, nei mesi in cui stava iniziando il periodo più buio della mia vita (CAPROTTI, “Le ossa”, p. 277).

Anche il fratello di Alfonso, Tono, architetto di fama internazionale e, dal 1989 al 2009, presidente del CdA dell’impresa Morganti collabora con mio padre, che però a un certo punto lo tratta molto male; da allora l’architetto si è sempre rifiutato di avere rapporti con lui.

Io li ho conosciuti tutti e tre, Renato, Alfonso e Tono. Quest’ultimo era un grande amico di mia madre Giorgina, e conosceva anche suo fratello, mio zio Beppe Venosta. La mamma e Tono furono tra l’altro vicini di casa per molti anni, visto che la Morganti aveva sede nel bel palazzo che aveva costruito a inizi Novecento in via Barozzi, a due passi da via Vivaio dove mia madre visse con Guido Somarè. In via Vivaio c’era anche la casa dei Venosta, comprata dal bisnonno Giuseppe, dove abitava ancora il prozio Gigi, fratello di mio nonno Guido Venosta.

A me Tono stava molto simpatico; l’ultima volta che l’ho sentito è stato nel 2021, quando è mancata mia mamma.

Alfonso mi aveva regalato due smalti, opere artistiche di suo padre Renato, a cui tengo molto.

 

Bibliografia:

G. CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano 2024/3.

“Impresa di costruzioni Ing. A. Morganti s.a.s. Anno di fondazione 1905. Costruzioni civili, stradali, industriali e strutture prefabbricate”, Milano, settembre 1970.

A. STRAMBIO DE CASTILLA, “Assimpredil si racconta… Organi istituzionali 1960-1963 – Biografia Presidente – Renato Moganti”, aggiornamento gennaio 2009.

M. GREGORETTI, “Alfondo [sic] Morganti lo ricordo così”, in “Dedalo. Rigenerare le città” 2017 numero 8.

Tono Morganti”, scheda su “DePadova”.

MORGANTI COSTRUZIONI S.p.A., profilo su LinkedIn.

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Storia.

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Spunto dal libro: "Le ossa dei Caprotti" Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.
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