… Il miglior competitor di Esselunga è Iper la grande I (Finiper), ma anche Lidl e Eurospin.
Andrebbe poi fatto un ragionamento a parte su Tigros e Iperal, che, di fatto, sono delle Esselunga un po’ meno grandi con assortimenti meno estesi e profondi, ma dove è probabilmente più facile fare acquisti in meno tempo. A questo va aggiunta la presenza di bistrot con un buon rapporto qualità prezzo.
E poi, dovete consentircelo, la presenza di un reparto ortofrutta convincente. Questo perché, al di là delle performance della drogheria-sala-scatolame, il principale motivo per fare acquisti in un supermercato rimane proprio l’ortofrutta, che piaccia o no.
Peccato, caro Luigi, che i reparti frutta e verdura facciano – in generale – sempre più pena è una gara a chi è “meno peggio” ( anche se Coop Fi potrebbe rappresentare un’eccezione)
Sotto: l’analisi del Goodwill – l’avviamento aziendale – relativo di Daniele Tirelli che scrive: Localismo. Ecco l’altra parola chiave enfatizzata dalla settima edizione di CX Store Research. Il trend declinante di Esselunga è ciò che più d’altri fatti richiama l’attenzione: un’insegna che per decenni ha rappresentato il benchmark assoluto della qualità nel retail alimentare italiano vede oggi il proprio Goodwill Relativo eroso non da un concorrente nazionale più forte, ma da una costellazione di insegne locali che la circondano e la insidiano – ciascuna nel proprio bacino – con proposte di valore sufficientemente credibili da intercettare il cliente dell’incumbent, cioè quello che apprezza la qualità di Esselunga ravvisandovi però un sovrapprezzo…
Grazie a Mario Gasbarrino
Redatto il 12 maggio, aggiornato il 24 maggio 2026

