In quota l’effetto serra è due volte più forte che a valle. A causa del caldo in mezzo secolo la stagione si è ridotta di 38 giorni.

L’80% delle piste dipende dalla neve artificiale, che ha costi esorbitanti.

Così che aumentano i fallimenti.

Due gradi in più

«Registriamo inverni più caldi dalla metà degli anni ‘80, ma all’epoca le comunità di montagna non erano così dipendenti dal turismo sciistico», osserva il ricercatore austriaco Robert Steiger. Perché in quota l’effetto serra è due volte più forte che a valle, così che nel giro di un secolo le temperature sulle Alpi si sono alzate di due gradi, e le ore di sole hanno raggiunto un record storico e unico al mondo, aumentando del 20 per cento. Con il risultato che anche la stagione sciistica si è ridotta di 38 giorni in appena mezzo secolo. Secondo Christoph Marty, dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, di questo passo entro la fine del secolo, rischia di non esserci più neve al di sotto dei 1.200 metri di quota, e di essercene ben poca anche sotto i 1.800 metri.

Corriere della sera del 21 dicembre 2019

In Savoia ( Francia) il calo della neve, dal 1990, è pari al 40% e i problemi delle stazioni ad un’altitudine media è lo stesso che in Italia.

Sullo scioglimento dei ghiacciai nelle Alpi svizzere puoi leggere questo articolo.

Fonti : Corriere e La Stampa per l’Italia, Le Monde per la Francia, Financial Times per la Svizzera.

Aggiornato il 17 gennaio 2020

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