Il primo cuore era, ovviamente,  rappresentato dalla villa di Albiate.

“Con la rispettosa esecuzione dei suoi progetti, Luigi Caccia Dominioni ha sempre mantenuto fede alla «modernità delle radici», come dimostra (…) la casa dai magnifici scaloni di via del Lauro (1963) (…)” (BALDRIGHI, “Itinerario nella città di Caccia Dominioni”).

 

Decidendo di avere una dimora fissa in Milano, il nonno Peppino Caprotti acquista un intero palazzo nella centralissima via del Lauro (prima avevano un appartamento in viale Tunisia), nel cuore più antico, dove si trovava il grande granaio della città romana. La ristrutturazione dura diverso tempo – mi portano bimbetto a vederla -, ed è curata da Luigi Caccia Dominioni (1913-2016), architetto, designer e urbanista di fama internazionale. È la nonna Marianne Maire Caprotti, donna di carattere e di polso fermo, a convincerlo a occuparsi di via del Lauro, così come della villa di Albiate dove abito e che reca ancora tracce evidenti della mano del grande architetto. L’ho conosciuto già centenario, grazie a Luca Gelmini, e ancora si ricordava della combattiva signora Caprotti, che aveva soprannominato “la Tedesca” perché alsaziana, di Epinal: “Eh, sua nonna Marianne – mi disse – aveva un caratterino…”.

Lo zio Claudio Caprotti, ultimo fratello di mio padre Bernardo, conserva nel suo archivio alcune immagini, parte di un servizio fotografico che riporta alla mente moltissimi ricordi : il grande salone del primo piano nobile, dove dimorava la nonna, era il luogo dove si riuniva la famiglia al completo, ogni Natale, quando eravamo piccoli, come si vede dalle foto che mi ritraggono con Violetta e le cugine Benedetta ed Elisabetta.

Più tardi, in quella casa, ho vissuto altri momenti belli e importanti. Vi ho studiato e giocato prima di andare in collegio: ricordo feste con i compagni di scuola di Via Spiga e lunghe partite di pallone con Giuseppe Lipia, con qualche vetro rotto; oltre ai lacrimogeni delle manifestazione degli “anni di piombo”, quando ormai studiavo al Leone XIII.

Una volta che vi sono tornato da adulto, in qualche pausa della mia formazione all’estero, nella cucina di via del Lauro ho discusso con mio padre di scelte di marketing che avrebbero distinto per molto tempo l’unicità di Esselunga, come “Naturamao i prodotti biologici, e in via del Lauro abbiamo diviso gli ambiti aziendali in cui operare.

La casa bella e intensamente vissuta sarà infine di Giuliana Albera Caprotti, la seconda moglie di mio padre; io e mia sorella Violetta verremo a saperlo, per caso, molto tempo dopo, a cose fatte.

 

Nelle immagini della casa, oltre al salone della nonna, si vedono anche alcune sale, con la scala che portava al suo appartamento, lo scalone elicoidale, il cortile circondato dal colonnato e uno scorcio dell’appartamento che occuperemo con Laura e i bambini.

 

Fonti:
Albiate (MB), Archivi di Villa San Valerio, Archivio fotografico.
Firenze, Archivio di Claudio Caprotti, Archivio fotografico.

Bibliografia:
G. CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 2024/3.
ID., “Le ossa dei Caprotti”. Le dimore dei Caprotti: Milano, Via del Lauro. Spunti dal libro”.
ID., “Le ossa dei Caprotti”. I Caprotti e gli architetti: Luigi Caccia Dominioni e il “caratterino” di nonna Marianne. Spunti dal libro”.
L. BALDRIGHI, “Itinerario nella città di Caccia Dominioni”, in “Il Giornale”, 22 luglio 2015.

 

Un ringraziamento particolare a Eleonora Sàita

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Spunto dal libro: "Le ossa dei Caprotti" Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.
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