LA MANIFATTURA CAPROTTI: E LA STORIA CONTINUA…

Nella primavera del 2008, sulla dirittura d’arrivo del riordino dell’archivio della Manifattura Caprotti conservato a Villa San Valerio, si giunse a esaminare una grande cartella che conteneva, secondo la didascalia, Disegni vecchi.

Vecchi certamente, ma tanto da essere antichi, e da costituire uno spaccato unico, continuativo, interessantissimo e pure bellissimo dei disegni tecnici di tutte le innovazioni, soprattutto dal punto di vista meccanico, che condussero a profondi cambiamenti nella ditta Caprotti nei suoi modi e volumi produttivi: una serie di grandi tavole che vanno dagli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia fino ai primi anni Cinquanta del Novecento, quasi un secolo intero!

Giuseppe Caprotti fu subito conscio dell’importanza di quel fondo di disegni, e nel settembre dello stesso anno, chiamato uno dei migliori fotografi sulla piazza, Alessandro Belgiojoso, condusse nella luce del giardino di Villa San Valerio una campagna fotografica con cui riprodurre nel migliore dei modi ognuno degli oltre cento disegni, spesso assai delicati e di difficile maneggio, in modo da poterli utilizzare senza pregiudicare la loro conservazione.

Una scelta di quegli stessi disegni, schedati e commentati, viene ora presentato quale ulteriore tassello nel mosaico storico della Caprotti e di Albiate, cui la ditta è da secoli strettamente legata: dal 6 al 9 agosto 2011 infatti, in concomitanza con la Sagra di San Fermo, si terrà la mostra La meccanica della Caprotti.

Come un’azienda usò i prodigi della tecnica per trasformare se stessa, voluta dall’Associazione San Valerio Onlus, dagli Amici di San Fermo e patrocinata dal Comune di Albiate.

In 15 grandi pannelli verranno illustrati alcuni dei più bei disegni conservati nell’Archivio Caprotti, fotografati da Alessandro Belgiojoso e commentati dalla curatrice dell’archivio e della mostra, Eleonora Sàita.

I pannelli sono intercalati da documenti d’epoca che completano il quadro d’insieme, dalle notizie sui fornitori svizzeri della ditta, tra i quali i fratelli Sulzer nel cui stabilimento lavorò nel 1879 l’ingegner Rudolf Diesel, del quale produssero su licenza, nel 1898, il primo motore diesel al mondo, a quelle sulla lunga vicenda dell’illuminazione degli stabilimenti, in un primo tempo concepita per funzionare alimentata da un derivato del petrolio, esperienza talmente disastrosa da far pensare ai Caprotti di tornare all’uso di lampade a petrolio, adattate però all’olio d’oliva.

Per fortuna l’idea tramontò presto a favore della decisione più logica, e allo stesso tempo più innovativa, di utilizzare l’energia elettrica, che grazie a un fortissimo investimento finanziario fu installata e portata a regime fra il 1884 e il 1885.

La storia dunque – della Caprotti, e attraverso di essa di Albiate e della sua gente – continua con un ulteriore importante contributo, ricco e allo stesso tempo semplice, per permettere a tutti di leggere e di godere, dopo il successo della mostra del 2007, di un secondo capitolo dell’affascinante libro del tempo.

Note:

fotografie di E. Sàita, Giardino di Villa San Valerio, 16 settembre 2008; riferimenti bibliografici a R. Romano, I Caprotti. L’avventura economica e umana di una dinastia industriale della Brianza, Milano 20082.

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