In Delivery e Quick commerce : sempre “più grocery” ho segnalato come tanti distributori tradizionali si stiano spostando sul Quick commerce o lo stiano semplicemente testando.
Si va da Amazon, a Rewe, Carrefour, Pam, Tesco per arrivare a Casino.
Quello che segue è un aggiornamento del Corriere sul settore del Delivery, che ormai pesa 1,5 miliardi di €, in Italia.
Quick commerce: come funziona il delivery ad alta velocità di Glovo, Gorillas e Getir e altri
di Giulia Cimpanelli 29 nov 2021
Se gli investitori le stanno ricoprendo di soldi un motivo c’è. Le aziende innovative del quick commerce, il commercio elettronico ad alta velocità, crescono perché la domanda cresce.
Glovo ha raccolto lo scorso aprile 450 milioni di euro con un finanziamento guidato da Lugard Road Capital e Luxor Capital Group.
«Siamo alla terza generazione del commercio — spiega Elisa Pagliarani, general manager di Glovo Italia — . Dal commercio standard, “vado nel negozio e compro quello che trovo”, si è passati all’e-commerce, dove l’assortimento è quasi infinito e la convenienza è di luogo: non devo più avere il tempo per recarmi in negozio e tutto mi arriva a casa in tre-sei giorni. Il quick commerce è la generazione successiva: l’assortimento è maggiore che nel singolo negozio ma non infinito, è quello della città, del quartiere in cui si vive. Portiamo a domicilio ciò che c’è a disposizione nei negozi di vicinato e nei magazzini urbani. Un commercio digitale ma locale».
Le alleanze
Nata nel 2015 per le consegne multi-categoria (non solo generi alimentari), oggi Glovo è leader del «commercio veloce» con 13 magazzini urbani non aperti al pubblico per consegne in pochi minuti nelle maggiori città d’Italia dai quali effettua consegne in 10-15 minuti. Ma lo fa anche da supermercati come Carrefour, con cui ha avviato una partnership per il delivery veloce in tempi non sospetti (era il 2019) e negozi di vicinato. Il progetto dell’azienda spagnola in Italia è servire tutti i centri con almeno 25 mila abitanti entro fine anno e ampliare le partnership con grandi brand, come quella appena chiusa con Despar Maiora nelle regioni meridionali, o quelle con brand Pinko, Mattel e Flying Tiger.
Lanciata in Italia alla fine di maggio 2021, Gorillas è invece ora disponibile in quattro città italiane (Milano, Roma, Torino e Bergamo) con 15 magazzini in totale, con piani di espansione. La startup garantisce un tempo medio di preparazione per imballaggio ed evasione dell’ordine dal magazzino di 83 secondi e l’acquisto viene consegnato in un massimo di dieci minuti.
Oltre 180 magazzini
Fondata nel giugno 2020, Gorillas è cresciuta fino a gestire oltre 180 magazzini in nove mercati internazionali, con oltre 4,5 milioni di ordini consegnati solo negli ultimi sei mesi.
«Gorillas non vuole sostituire le tradizionali modalità di acquisto. Si pone come un canale aggiuntivo, per la spesa dell’ultimo minuto o per trovare quei prodotti di cui si ha bisogno in tempi brevi», dice il general manager per l’Italia Alessandro Colella. Da pochi mesi è arrivata a Milano e Torino anche la turca Getir: nata a Istanbul nel 2015 e attiva in più di 40 città, come Gorillas, consegna in dieci minuti i generi alimentari. Nel luglio scorso ha acquisito Block, startup simile sull’Europa meridionale.
Infine l’italiana Macai basa il suo modello oltre che sulla velocità di consegna anche sull’offerta. «Il modello del quick commerce per la consegna di quattro o cinque prodotti non è sostenibile— dice Giovanni Cavallo, uno dei fondatori —. I nostri magazzini hanno l’offerta pari a quella di un supermercato, per ora consegniamo in 20 minuti ma se serve allungheremo i tempi».
L’investimento da 3 milioni di dollari
Macai ha appena raccolto un round pre-seed di tre milioni di dollari da differenti investitori istituzionali, tra cui tra cui Plug and Play Ventures. «Ci siamo affacciati subito all’estero per la raccolta di capitale, anche in Silicon Valley perché i venture capital stranieri sono molto più inclini a investire in idee innovative BtoC — dice Cavallo —. Abbiamo tre magazzini tra Milano e Torino, a breve apriremo il primo in una città di medie dimensioni e altri dieci entro fine mese».
È italiana anche Vado, startup che ha sviluppato un software con l’utilizzo di distributori automatici da cui il rider che ha ricevuto il codice d’ordine può ritirare i prodotti erogati, riducendo, dice l’azienda, i costi di gestione dell’80%. Con l’integrazione tra Vado e le app di delivery, l’utente può acquistare prodotti diversi, dal cibo al beauty, 24 ore su 24, sette giorni su sette. L’obiettivo di Vado è di installare, nei prossimi 12 mesi il software in 300 vending machine e concludere partnership con almeno altre tre aziende produttrici di distributori automatici.
Sotto : il dark store di Glovo in via Fabio Filzi a Milano


