Ho dedicato un articolo a Sergio Pelassa, mancato qualche giorno fa, per i due decenni di lavoro passati insieme.
Quando entrai in Esselunga, il 2 settembre 1986, lui era il responsabile degli acquisti della Frutta e Verdura.
Lo incrociavo, con il sig. Luigi Guaitamacchi (acquisti carne, salumi, formaggi, gastronomia e pane) all’alba.
Noi venivamo dai mercati generali (salumi o polli), lui dal ricevimento frutta e verdura e prendevamo insieme uno degli innumerevoli caffè della giornata, .
Tra lui e Guaitamacchi volavano battute su chi era più bravo nei propri settori.
Spesso si aggiungeva, a questo nostro trio, il capo del magazzino di Milano, il sig. Silvano Sommariva.
Poi Pelassa passò agli acquisti Drogheria e, come ho detto su Facebook “non andavamo d’accordo quasi su niente” a causa dei nostri rispettivi caratteri. Ma ci stimavamo.
Dal punto di vista lavorativo facemmo qualche battaglia insieme, ad esempio, per dare spazio a merceologie food con bassi volumi ma alta marginalità, come spezie , salse o vitamine, ritenute “poco interessanti” a livello direzionale.
A livello personale avevamo in comune i rapporti “non brillanti” con i rispettivi padri e la passione per lo sci.
L’ho rivisto qualche anno fa, in tete a tete a Milano, e mi disse una cosa che mi colpì: un nostro noto concorrente, dopo che era uscito dall’azienda, gli aveva fatto “ponti d’oro”, voleva che andasse a lavorare per lui. Ma Pelassa gli aveva risposto che aveva avuto una sola azienda nel cuore : Esselunga.
Proprio come me.
Riposa in pace Sergio, sei stato uno dei protagonisti importanti dell’ “Esselunga di una volta”, fatta di competenza ma anche di sentimenti. Dove l’orgoglio di appartenenza era una seconda pelle. Che la terra ti sia lieve.
Redatto il 24 luglio ed aggiornato il 25 Luglio 2021
Pubblicità Armando Testa, volute e gestite da Giuseppe e Violetta Caprotti.
Foto : Sergio Pelassa da Facebook.


