Poi c’è la cosmesi : “Ogni centimetro quadrato del viso di una donna diventa un’area da ottimizzare”: questi nuovi dispositivi anti-età promettono una pelle perfetta.
Il grafico sotto, sull’aspettativa di vita alla nascita è tratto dal Financial Times (settembre 2025): La ricerca da un miliardo di dollari per vivere oltre i 100 anni.
Il lancio di Altos Labs ha rappresentato una sorta di formazione per il business di cercare di prolungare la gioventù. Con un vasto sostegno finanziario di $ 3 miliardi, l’ex direttore scientifico di GSK incaricato e la missione di ringiovanire il corpo umano, il biotech con sede in California nel 2022 ha intrapreso una ricerca su come invertire le malattie e ripristinare le cellule sane – e ha dato il via a un serio interesse per la longevità…
Ma ci sono anche centinaia di altre start-up sul mercato. All’inizio di quest’anno, Retro Biosciences ha detto che era in procinto di raccogliere $ 1bn, compresi i soldi dell’investitore esistente Sam Altman, per finanziare studi clinici per tre potenziali farmaci che spera possano trattare l’Alzheimer e ringiovanire il sangue e le cellule cerebrali.
Nel frattempo, la comprensione scientifica dell’invecchiamento sta progredendo e tutti i tipi di opzioni di trattamento sono in fase di studio, dalle proprietà ringiovanenti del sangue giovane ai farmaci che bloccano la morte cellulare. Sebbene vengano perseguite strade promettenti, il campo è ancora agli inizi…
E i ritorni non sono ancora sicuri.
Ogni mossa deve essere fatta da aziende specializzate. Ed è difficile che il Largo Consumo possa avventurarsi in questo campo : ricordiamo tutti i problemi che ha avuto l’ex Ceo Di Nestlè, Mark Schneider, con la divisione Health Science (difficile coniugare la vendita di prodotti di largo consumo ultra processati, non salutari con la vendita di prodotti per la salute). Ricordiamo anche il fallimento di Alixir di Barilla.

di *Cristina Lazzati
#InTendenza I cosiddetti “clienti silver” oggi sono visti non solo come destinatari di cure, ma come consumatori attivi con bisogni specifici e potere d’acquisto
In Italia di denatalità e invecchiamento della popolazione ultimamente si parla parecchio, un problema che ha e avrà risvolti economici e sociali importanti e che, vede l’Italia in prima fila insieme al Giappone. Si prevede, infatti, che entro il 2050 in Europa oltre un quarto della popolazione sarà costituita da persone di età pari o superiore ai 65 mentre in Italia sarà il 35%, in Giappone già oggi, il 28% della popolazione rientra in questa fascia di età. Questo fenomeno demografico incide su tutti i settori e sono molte le aziende che stanno iniziando a ripensare il modo in cui servono i loro clienti silver, riconoscendo che una “taglia unica” non è più accettabile. Gli anziani oggi sono visti non solo come destinatari di cure, ma come consumatori attivi con bisogni specifici e potere d’acquisto: si fa strada l’idea di “invecchiamento attivo” che promuove la loro inclusione in tutte le sfere della vita, compreso il consumo. In particolare, il retail sta rapidamente ridisegnando le proprie strategie, dando vita a nuovi trend orientati a soddisfare le esigenze di una delle fasce demografiche in più rapida crescita, con iniziative mirate a rendere l’esperienza di acquisto più accessibile, conveniente e significativa per i senior, partendo da presupposti in parte differenti rispetto al passato.

Accessibilità
Il primo step è quello di rendere i supermercati accessibili. In Giappone, Aeon ha adattato i suoi supermercati per essere più accoglienti per i clienti anziani, questo include la progettazione di negozi con ampi corridoi, segnaletica chiara e carrelli della spesa dotati di sedili integrati, che permettono ai clienti anziani di riposarsi durante gli acquisti così da ovviare eventuali difficoltà motorie o sensoriali.
Supporto tecnologico e consegne a domicilio
Con l’avvento dell’e-commerce, aziende come JD.com in Cina stanno introducendo centri di assistenza per aiutare gli anziani a familiarizzare con gli acquisti online, riducendo il divario digitale, lo stesso fa Aeon che, oltre ad aver potenziato il suo servizio di consegna a domicilio, garantendo l’invio di prodotti di prima necessità direttamente a casa, offre assistenza specifica per aiutare gli anziani a utilizzare il proprio sito di e-commerce, riducendo il divario digitale che può rappresentare una barriera significativa per questa fascia di popolazione. Allo stesso modo, in Svizzera, Migros offre corsi di tecnologia per anziani, facilitando l’accesso a servizi sul web. Lo stesso succede in Italia, Esselunga ha implementato una serie di servizi personalizzati per i clienti anziani, tra cui la consegna a domicilio gratuita per gli over 70 e la possibilità di fare la spesa online con l’assistenza di un operatore. Questo permette agli anziani di continuare a fare acquisti in modo indipendente, anche se non hanno dimestichezza con la tecnologia. Torniamo in Giappone con Seven & i Holdings (7-Eleven) che ha sviluppato servizi di consegna a domicilio specificamente per gli anziani, garantendo che anche coloro che hanno difficoltà a uscire di casa possano accedere ai beni di prima necessità. Infine, anche Unicoop Firenze ha lanciato l’iniziativa “Spesa Facile”, che prevede la consegna della spesa direttamente a casa per gli anziani e per coloro che hanno difficoltà motorie.
Shopping assistito in store
Grandi catene come Carrefour, in Europa e Takashimaya in Giappone stanno offrendo servizi di shopping assistito, dove il personale aiuta gli anziani a selezionare e acquistare prodotti, rendendo l’esperienza di acquisto meno stressante e più accessibile. Tornando ad Aeon, il retailer investe molto nella formazione del proprio personale per garantire che gli addetti alle vendite siano preparati a supportare i clienti anziani in modo adeguato e rispettoso. Questo include l’addestramento su come offrire assistenza fisica, ma anche su come interagire in modo empatico con gli anziani, comprendendo le loro esigenze specifiche. Il personale è anche formato per riconoscere segnali di difficoltà, come disorientamento o stanchezza, e intervenire prontamente per offrire aiuto
Orari di shopping dedicati
Walgreens negli Stati Uniti ha introdotto giorni dedicati allo shopping per gli anziani, offrendo un ambiente sicuro e supporti adeguati allo shopping. Iniziative simili sono state adottate da Tesco nel Regno Unito con le “Quiet Hours”, durante le quali luci e rumori sono ridotti per creare un ambiente di shopping più rilassante.
Collaborazioni con il settore sanitario
Aeon collabora con varie istituzioni sanitarie per offrire servizi integrati all’interno dei suoi negozi, come stazioni di controllo della pressione sanguigna e consulenze mediche gratuite. Questi servizi rendono più semplice per gli anziani monitorare la propria salute mentre fanno la spesa, combinando praticità e prevenzione in un unico luogo. Così in molte città italiane, le farmacie comunali hanno avviato programmi di educazione alla salute destinati agli anziani, che includono giornate di prevenzione con misurazioni gratuite di parametri vitali come la pressione sanguigna. Questi programmi non solo aiutano a monitorare la salute degli anziani, ma offrono anche momenti di socializzazione e supporto.
Eventi comunitari e corsi di educazione
Aeon organizza regolarmente eventi comunitari all’interno dei suoi negozi, come corsi di educazione alla salute e workshop su temi rilevanti per gli anziani, inclusi la gestione delle finanze personali e l’uso della tecnologia. Eventi che non solo offrono un’opportunità di apprendimento, ma servono anche come occasioni di socializzazione, contribuendo a ridurre l’isolamento sociale, un problema comune tra gli anziani.
In conclusione, il “senior retail” non è solo una tendenza, ma una necessità crescente che riflette i cambiamenti demografici e sociali della nostra epoca. I retailer che investono in soluzioni accessibili e inclusive non solo rispondono a una domanda di mercato, ma contribuiscono anche a migliorare la qualità della vita degli anziani, promuovendo la loro autonomia e dignità. Mentre il mondo continua a invecchiare, il successo nel settore retail dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di adattarsi a queste nuove realtà demografiche. Il futuro del retail, in definitiva, sarà caratterizzato da un’attenzione crescente all’inclusività, dove ogni generazione potrà godere di un’esperienza di acquisto su misura per le proprie esigenze.
Conclusione :
nutraceutica e cosmesi hanno sicuramente la vita più facile perchè hanno canali più sofisticati.
La distribuzione fa molta più fatica, non solo perchè è più conservatrice e fino ad oggi non aveva sentito il bisogna di personalizzare il servizio e le offerte.


