Un terzo degli alimenti, pari a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, viene buttato ogni anno nel mondo (fonte FAO).
Il cibo viene sprecato un pò ovunque: oltre che a casa, nei supermercati e nei ristoranti anche nelle mense, nei trasporti, nell’industria, etc.
Nel settore manifatturiero basta, ad esempio, che su una linea di produzione venga sbagliata una data di scadenza o il confezionamento di un lotto perchè intere partite di cibo, sano e mangiabile finiscano per essere invendibili.
A casa colpisce un dato che ci viene dagli USA: lo spreco annuo di cibo di una famiglia media, composta da 4 persone, corrisponde al possibile consumo di una quinta persona.
Nella foto sotto : una famiglia americana ritratta con il cibo sprecato in un anno
Nicolas Chabanne et Renan Even, agricoltori stufi di veder buttare via frutta e verdura con piccoli difetti e vogliosi di venderne di buona hanno ottenuto un finanziamento di 33’000 €, e , con l’aiuto di un cugino, hanno dato il nome “gueules cassèes” (facce rotte) alla frutta e alla verdura, integra e buona da mangiare, venduta con qualche piccolo difetto .
L’anno scorso (2014) questi prodotti, venduti come minimo al 30% in meno rispetto ai prodotti normali, sono stati lanciati sul mercato e dopo un’ inizio difficile hanno riscosso un grandissimo successo.
Sono ormai presenti in 1500 punti di vendita , tra i quali delle unità ad insegna Monoprix (Casino), Franprix (Casino), Leclerc, Spar e potrebbero ridurre drasticamente gli scarti annui della GD e dei francesi in generale.
Il fatto che questa merce sia di buona qualità e costi molto meno interessa molto la GD e i consumatori in generale.
Il payoff iniziale è stato “Fruits & légumes moins jolis mais exquis” (frutta e verdura meno bella ma squisita) ma è molto probabile che cambi perché, dopo la vendita di 10’000 tonnellate di frutta e verdura in otto mesi, con una richiesta ormai più forte dell’offerta, il movimento si sta allargando a centinaia di agricoltori e produttori:
dopo la frutta e verdura si passerà ai formaggi, alle salsicce e ai corn flakes.
Intanto il primo test in un supermercato ha ridotto gli scarti della metà e si ipotizzano risparmi per la GD francese nell’ordine di 1 miliardo di € sulle 600’000 tonnellate di cibo buttato ogni anno.
L’obiettivo dei due agricoltori, oltre alla riduzione degli sprechi, è quello di dare consapevolezza ai consumatori :
la qualità dei prodotti non dipende dall’estetica e i campi non possono essere gestiti come delle fabbriche.
Il seguito lo trovi qui : L’aliment moche fait le beau
(“L’alimento brutto fa il bello”)
LE MONDE | 27.03.2015
Trovate qualche concetto tradotto in fondo, vedi “lo spreco alimentare”.
Da aprile i corn flakes a marchio “les gueules cassèes “ ( a destra nella foto) verranno venduti a 0,99 €, da confrontare con i 2,20 € dei corn flakes della Kellog’s.
Le gaspillage alimentaire
Lo spreco alimentare
◾1,3 milliard de tonnes de nourriture est jeté chaque année dans le monde, soit environ un tiers de la production totale de denrées alimentaires destinées à la consommation humaine (source : FAO, organisation des Nations unies pour l’alimentation). Depuis 1974, la proportion de nourriture ainsi gaspillée a été multipliée par deux.
Un terzo degli alimenti, pari a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, viene buttato ogni anno nel mondo (fonte FAO).
Dal 1974 ad oggi la proporzione del cibo sprecato è raddoppiata.
◾En France, chaque personne jette environ 20 kg d’aliments par an, dont 7 kg sont encore emballés. Ce 1,2 million de tonnes de nourriture gaspillée représente une perte annuelle de 400 euros par foyer (selon l’Ademe, agence de l’environnement et de la maîtrise de l’énergie).
Si calcola che in Francia ogni persona butti 20 kg. di cibo all’anno dei quali 7 ancora imballati, pari a 1,2 milioni di tonnellate, con una perdita per famiglia di 400 €.
Il 21 maggio il Parlamento francese ha approvato una legge che proibirà, entro il 1° luglio 2016, alla GD di buttare i prodotti invenduti.
La distribuzione francese genera solo il 10% degli sprechi francesi perchè è organizzata da tempo nel recupero di cibo.
Carrefour, ad esempio, fornisce 77 milioni di pasti per gli indigenti all’anno mentre Auchan da materiale per 13 milioni di pasti per i poveri.
95% dei negozi hanno già convenzioni con organismi che ritirano la merce 48 ore prima della scadenza ma le insegne si attrezzano sempre di più per promuovere i prodotti prima che vadano a male (dati tratti da Le Monde del 24 e 25 maggio 2015).
Un esempio in Italia si può vedere all’Unes di Milano con il pesce fresco che viene venduto, prima della scadenza, al 50% del prezzo di partenza.
Il recupero dei prodotti alimentari non perfetti esteticamente potrebbe essere un tassello da aggiungere ai temi trattati durante l’Expo di Milano.
Un dettaglio del protocollo di Milano presentato il 28 aprile 2015
Prima stesura : 4 aprile 2015
Sotto : camembert “rovinati” (ma messi in vendita).






