Secondo il magistrato l’uso di razze ad accrescimento veloce permetteva ad un allevamento di 4000 suini un risparmio di circa 150 mila euro per ogni ciclo.

I vantaggi di questo malaffare erano però condivisi anche dagli altri soggetti della filiera. I reati contestati sono frode in commercio e contraffazione della denominazione di prosciutto Dop.

La tesi della truffa è confermata in una seconda intervista rilasciata da Fabio Gentilini, comandante dei Nas di Udine che ha seguito l’indagine….

Mario Cichetti, direttore del Consorzio del prosciutto San Daniele. Il direttore riferendosi ai falsi Dop precisa che “non si trattava di grandi differenze dal punto di vista qualitativo del prodotto per il consumatore”.

Una frase che desta più di una perplessità a chi spende 40-50 €/kg per comprare un prodotto che dovrebbe essere di alta qualità.

Vedi Il Fatto Alimentare 8 dicembre 2019

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