Olio extravergine : il ministro “si accorge” che viene venduto sottocosto dalla distribuzione italiana. E’ una vita che ciò avviene ma meglio tardi che mai.
Il problema è che, in contemporanea, viene smontato il meccanismo di controllo sul prezzo del grano
“il TAR del Lazio ha annullato il monitoraggio ISMEA sui costi di produzione del frumento, accogliendo il ricorso di Italmopa [Confindustria] e delle principali imprese molitorie. La motivazione è giuridica, ma l’effetto è tutto politico ed economico: scompare uno dei pochi strumenti in grado di certificare, nero su bianco, che molti agricoltori vendono il grano sottocosto”.
Questa la denuncia di Paolo Caruso e di altri esperti del settore su LinkedIN.
Quindi, invece di fare dei passi avanti nella limitazione delle pratiche sleali ( segnatamente sottocosto e aste onlline alla ricerca del prezzo più basso) e di fare passi avanti,con il monitoraggio di prezzi e margini nelle varie filiere, abbiamo fatto parecchi passi indietro.
E non si è vista una reazione, una, delle rappresenatnze sindacali, come Coldiretti o Confagricoltura.
Difficile che la GD rispetti il comparto oleario se di permette qualsiasi cosa alle imprese molitorie.
In Italia, si sa, nessuno fa nulla senza norme e sanzioni forti.
Da questa situazione si possono ricavare alcune conclusioni:
1) Il sottocosto non è un problema , come molti potrebbero far credere, solo della GD: è un sistema che coinvolge produttori, distributori (anche alla ristorazione, come Marr) e istituzioni.
2) la lotta disattesa alle pratiche sleali crea molteplici distorsioni di mercato che falsano costi, prezzi e margini. E che vanno direttamente all’opposto rispetto alla tutela della sovranità che questo governo sembrerebbe auspicare : gli agricoltori italiani, in questa situazione si stanno indebolendo.


