Prima stesura : 23 gennaio 2020. Aggiornato nel 2021 (l’articolo è sempre attuale: difficile capire quanto fatturi Amazon e quante tasse paghi nei vari paesi europei).
Senza contare la pubblicità spesa dai fornitori sul suo sito. Si tratta dei contributi promozionali ,che tutta la grande distribuzione riceve.
Questa impostazione commerciale conferma, che per la parte e-commerce, Amazon è un distributore e come tale andrebbe considerato.
Sta di fatto che, ancora una volta, Amazon è sulla bocca di tutti per tanti motivi:
- è riuscita a scalzare Walmart da New York (anche se ha costi in forte crescita e Walmart può – forse – avere la meglio nelle periferie e nelle campagne americane)
- da lavoro a 750’000 collaboratori fissi e 250’000 stagionali (con un fatturato pari a 232 miliardi di $, con 10 miliardi di $ di utile nel 2018)
- in Italia apre un nuovo centro logistico in Puglia. Si tratta della ventunesima struttura in Italia
- sono previste altre aperture di magazzini , fino a 25 unità nel 2021.

- Amazon ambisce a diventare produttore di contenuti nell’industria del divertimento . E nel 2018 si è posta come uno studio cinematografico, investendo 7 miliardi di $ in serie tv e film. La metà del budget di Netflix
- Fornisce musica gratis in streaming, contro pubblicità

- ma soprattutto viene accusata di continuare a pagare tasse troppo esigue.
In Francia si tratterebbe di 250 milioni di € per 4,5 miliardi di fatturato (vedi Le Monde sotto).
Questo è il dato ufficiale, per la stampa, ma se si cercano i dettagli il rischio è quello di perdersi in un rivolo di società.
E non se ne viene a capo, probabilmente perchè una parte del fatturato è registrato altrove (Lussemburgo?).

Per quanto riguarda l’Italia riporto uno studio di Onilab (Università Bicocca):
“In Europa Amazon ha aperto numerose società nei diversi Paesi dell’Unione. Ai fini dell’analisi si considerano due società aperte con sede in Lussemburgo e le quattro principali società per fatturato aperte con sede in Italia. Ciò in considerazione del fatto che le quattro società italiane esaminate sono tutte partecipate (100%) dalla società Amazon Europe Core SARL o dalla società EU SARL entrambe con sede in Lussemburgo. La società Amazon EU SARL è a sua volta partecipata 100% dalla società Amazon Europe Core SARL. Quest’ultima è a sua volta partecipata 100% dalla società Amazon.com Int’l Sale Inc. degli Stati Uniti a sua volta partecipata dalla società Amazon.com Inc.
La costruzione della governance di Amazon con riferimento alle quattro società italiane analizzate pertanto si articola su tre livelli:
- Due società sono americane: com Inc. che detiene il 100% della società Amazon.com Int’l Sale Inc.
- Due società sono Lussemburghesi: Amazon Europe Core SARL che detiene il 100% della società Amazon EU SARL.
- Le quattro società Italiane: Amazon Italia Logistica SRL; Amazon Italia Transport SRL; Amazon Online Italy SRL; e Amazon Italia Customer Service SRL.
Prendendo come riferimento le banche dati Amadeus e Aida sommando gli importi corrispondenti alla voce “Total Operating Revenue” si ottiene un valore complessivo pari ad euro 1.566,713 milioni di euro. Detto valore esprime il giro di affari prodotto fino al 31 dicembre 2018 da tutte le società analizzate a partire dalla costituzione di ognuna…
… Complessivamente le società di Amazon analizzate hanno prodotto in Lussemburgo e in Italia un risultato economico lordo imposte pari ad euro 1,686 milioni con un carico fiscale pari ad euro 362,21 mila. L’incidenza del carico fiscale sul risultato lordo con riguardo al periodo di riferimento è pertanto pari al 21,28%. Si tratta di una % inferiore alla % media delle società di capitali (30,69% (*) …
… con riguardo a Amazon il tema non può essere analizzato limitatamente all’Italia essendo le società italiane partecipate interamente da società lussemburghesi a loro volta partecipate interamente da società americane. Dal punto di vista metodologico se il calcolo fosse fatto solo con riferimento alla redditività delle società italiane si rischierebbe di perdere eventuali spostamenti di ricavi dall’Italia verso le società controllanti. Nell’analisi condotta ci siamo limitati a considerare le società lussemburghesi ben sapendo che per completezza avremmo dovuto considerare anche le controllanti americane.
Un’ulteriore annotazione con riferimento al caso Amazon è l’impossibilità di conoscere con esattezza quanto valore è creato dal business realizzato direttamente da Amazon quanto valore è creato dal business realizzato attraverso il marketplace. Con riferimento a questa distinzione è ragionevole attendersi costi diversi a carico della società e pertanto marginalità differenziate. Purtroppo la distinzione dei due business non è nota”
(*) Tra le società di capitali vi è anche Esselunga. Fonte: Onilab Unimi Bicocca.
In sintesi, per quel che riguarda la tassazione, è difficile capire quanto venga pagato in Italia e quanto in Lussemburgo.
E a proposito della UE aggiungiamo :
“Fino a quando le grandi società potranno scegliere Paesi (Irlanda, Olanda, Lussemburgo) dove il diritto societario e il fisco consentono enormi risparmi, a discapito dei cittadini – compresi molti commercianti – che le tasse non possono non pagarle, allora l’euro non sarà una vera moneta comune, ma un mero sistema di cambi fissi”.
Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 29 dicembre 2019

A livello mondo abbiamo visto come Amazon faccia dumping nell’e-commerce in Europa.
E il divario tra un 21,28% e un 30,69% di imposte – in Italia – è troppo forte perchè una qualsiasi multa possa scalfire il suo predominio: ci vorrebbe una tassazione adeguata ed uniforme, in Europa e negli USA. Questa è un partita che potrebbe essere “giocata” a gennaio, in seno all’OCSE. (nell’ottobre del 2020, l’OCSE si sarebbe accordata per un’aliquota del 12- 13%).
Anche se le divisioni tra Donald Trump e l’Europa (**) non fanno presagire la creazione delle stesse condizioni per tutti i distributori, fisici ed on-line.
Infatti , nonostante le roboanti dichiarazioni di qualche tempo fà di Trump “contro Amazon”, dubitiamo che il presidente USA voglia far regredire il NASDAQ.
(**) la Francia ha annunciato in autunno una web tax del 3% e Donald Trump ha minacciato dazi contro la Francia. Il ministro francese Bruno Le Maire vorrebbe condurre il suo omologo statunitense ad una negoziazione seria in seno all’OCSE (137 paesi aderenti).
La web tax, che colpirebbe anche Google, Facebook e Apple, è un’ “idea” di una quarantina di paesi, tra i quali l’Italia (Le Monde del 19 gennaio 2020)
Un’ Europa unita (e armonizzata nella tassazione) sarebbe ideale per dialogare al meglio con l’amministrazione USA su Amazon e su molti altri argomenti.
Disunione ed eventuali “ Italexit “servirebbero solo ad indebolire l’Italia.
Uno studio del 2016 pubblicato dal Parlamento europeo stima, in maniera conservativa, che il gettito evaso annualmente dalle multinazionali nei paesi UE ammonti a 160-190 miliardi di euro. E per il momento (23 gennaio) la linea dura di Trump, con le minacce di dazi su champagne francesi e vino italiano, sembra prevalere (Le Monde e Sole 24 ore).
In Conclusione : sulla questione fiscale sembra prevalere l’opacità e la web tax non funziona, come dimostra il caso britannico.
Solo uno spezzatino di Amazon potrebbe risolvere la situazione e mettere Amazon a confronto con gli altri distributori, senza avvalersi degli utili di Amazon Web Services.
Si attendono anche le decisioni delle autorità antitrust USA, visto che il 30 luglio 2020 anche Jeff Bezos, come gli altri fondatori e/o manager delle aziende high tech, è stato sentito su alcune pratiche commerciali di Amazon (Vedi Rainews : Usa: Antitrust, big tech sotto accusa: troppo potere e controllo).
Amazon è sotto accusa da parte della Commissione UE (novembre 2020): ci sarebbe stato abuso di posizione dominante. Leggi anche Amazon e il coronavirus : luci e ombre.
Per completare il quadro consiglio anche la lettura di Strategia Amazon: ecco come si elimina la concorrenza, di Milena Gabbanelli.
Grazie ad Alessandro Belgiojoso.
Sotto: da Amazon Books, a Seattle nel 2016


