Questa non è una novità…
“I supermercati ci stanno ammazzando”. Lettera di un fornitore di ortofrutta
- Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente la lettera di un produttore e fornitore di ortofrutta che serve alcuni gruppi della grande distribuzione italiana. La lettera è firmata ma per volontà di chi la ha scritta manteniamo l’anonimato. L’argomento della lettera è il rapporto, complicato e in squilibrio di forza, tra i gruppi di supermercati e i fornitori di ortofrutta. Il produttore e fornitore lamenta contratti esosi da parte della GDO, contratti che non sono stati “alleggeriti” nemmeno nell’anno del Covid, a fronte di una marginalità nella filiera dell’ortofrutta che ormai è vicino allo zero
Dalla Redazione
Buongiorno Direttore,
spesso nella vita si corre, nel nostro lavoro ancor di più, spesso quindi non abbiamo il tempo di pensare dove stiamo sbagliando, cosa possiamo migliorare, come controllare i costi che abbiamo. Ecco i costi che abbiamo. Qui si accende una lampadina: possibile che tra i tanti costi che abbiamo uno dei più esosi sono i contratti che stipuliamo per poter fornire i supermercati? Com’è possibile che spesso i contratti incidono per il 10/12% della fornitura e non vengono nemmeno considerati sui listini perché c’è sempre la guerra del prezzo?
Ultimamente vedo pubblicità o post sui social dove la GDO italiana si vanta di essere vicina all’agricoltura italiana e a me che sto dentro tale filiera da ormai 30 anni mi viene letteralmente da vomitare perché so bene che non è cosi. Come mai la GDO italiana cui tanto sta a cuore l’Italia e la nostra agricoltura nel 2020, anno COVID, non ha “alleggerito” i contratti esosi che ha stipulato con i fornitori ma bensi ha staccato comunque le fatture premio fine anno mensili e vari “premi” a cifre fisse pur non mantenendo i fatturati almeno pari al 2019?
E come mai per il 2021, anziché rivedere gli accordi a ribasso per dare una mano a noi fornitori si preparano i contratti con gli aumenti percentuali e cifre fisse? L’ortofrutta ha sempre meno margini ormai quasi vicino allo zero, andrebbe almeno rispettata, non dico sostenuta, ma rispettata. Invece se proviamo a farci capire dalla GDO veniamo messi fuori perché non stiamo ai loro contratti: quindi se firmi sei dentro e muori lentamente, se non firmi sei fuori e muori sul colpo. Quale morte scegliere tra le due?
Inoltre, riflettevo ancora, se la GDO apre punti vendita in una regione non è giusto che faccia lavorare i produttori e fornitori della stessa regione in cui apre i punti vendita al fine di creare reddito ai cittadini di quella stessa regione che poi, con quei soldi, si ritrovano a fare spesa nei supermercati? È cosi che dovrebbe funzionare a livello nazionale.
Sa cosa penso Direttore? Che ci vogliono gli attributi e primo o poi a uno dei convegni dove la GDO incontra l’agricoltura italiana salgo sul palco e spiattello tutto a tu per tu e se oggi chiedo l’anonimato è solo perché si ha paura di perdere contro un sistema distributivo che ci tiene come burattini.
Sarebbe ora che qualcuno parlasse, in chiaro, prima che sia troppo tardi .
Leggi in proposito : Agricoltura : in Italia 1 milione di aziende ha chiuso dal 2003 ad oggi. Con esse sparita una parte importante del Made in Italy alimentare
Il controsenso è che «Il settore più caldo dove l’innovazione è di casa è quello dell’agricoltura»…


