Redatto il 25 maggio 2024, aggiornato il 18 marzo 2025
Sopra : i primi tre della top ten 2023 : Nestlè, Pepsico e JBS (carne, che in Italia possiede Rigamonti ed ha una partecipazione in Inalca, gruppo Cremonini, fornitore di McDonald’s).
Di seguito la top ten, elaborata dalle edizioni Dauvers. Si aggiungono, oltre a quelle citate sopra: AbInbev (birra), Tyson Foods (carne), Mars (*) , Coca-Cola, Heineken, Mondelez e Lactalis.
Su ognuno di questi gruppi si potrebbe scrivere una storia interessante e importante ma…

… il punto vero , secondo me, lo scrive sempre Dauvers qualche giorno dopo : le marche hanno decisamente pochi spazi di crescita.
Questo fatto è esemplificato dal fatto che in Francia i lanci di nuovi prodotti abbiano, nel 2023, rappresentato solo lo 0,6% del fatturato del largo consumo.
Cinque anni fa era 4 volte di più.
Il quadro è completato dagli USA : General Mills, altro colosso del largo consumo, sta cercando di vendere la sua divisione che fa yogurt e non ci riesce: il mercato sale ormai solo a valore, con l’inflazione, ed è saturo di prodotti (“the market has too many choices”).
In Francia Circana (ex IRI Infoscan) stima manchino all’appello nel largo consumo 1,7 miliardi di € tra il 2019 e il 2023. E questi consumi, vista l’inflazione e l’assetto demografico del paese (l’Italia è messa peggio della Francia..), si presume non tornino più, anche perchè sono entrati nuovi attori nel mercato (discount food e non food, come Action) che hanno tolto spazio ai distributori ma soprattutto alle marche, almeno in termini di ampiezza dell’assortimento. E il mercato è sempre più difficile, anche nella distribuzione (leggi Italia : calo costante dei consumi alimentari mentre aumentano sempre più i punti vendita della GDO).
Si può quindi guardare il futuro delle marche con una certa “inquietudine”, anche perchè alcune di loro sono attaccate sul fronte della salute della popolazione che si nutre dei loro prodotti.

Per finire ecco di seguito il commento del Financial Times sul tentativo di acquisizione di Kellanova da parte di Mars:
… Le aziende alimentari devono anche affrontare preoccupazioni a lungo termine. Uno è che l’età d’oro degli snack potrebbe essere passata, grazie all’ascesa di farmaci per la perdita di peso che sopprimono la fame come Wegovy ed Ozempic [da notare che il farmaci anti obesità GLP-1 sono hanno contribuito alla crescita straordinaria delle vendite nel terzo trimestre di Walmart, il più grande distributore al mondo].
Morgan Stanley prevede che le vendite di snack salati e prodotti da forno potrebbero diminuire fino al 3% entro il 2035, man mano che la tentazione di cercare un’altra Pop-Tart si placherà. Soprattutto, i produttori di snack sono sotto esame per la vendita di alimenti ultra-elaborati malsani.
Ai funzionari della sanità pubblica non importa se Mars produce lattine di cibo per cani Pedigree con l’1% di fibre e l’82% di umidità, ma gli snack umani sono un’altra questione. Mangiare troppi intrugli ricchi di grassi saturi, sale e zucchero è pericoloso…
Un’altro analista ha qualificato la mossa di Mars come “una dubbiosa mossa difensiva”.
N.B. : interessante l’appoccio di Nestlé , che ha appena dato il benservito al suo CEO e che è una delle principali indiziate di vendere prodotti poco sani – e di Danone di fronte a tutti questi problemi. Da notare anche la disinvoltura con la quale le grandi marche hanno gestito i margini dei loro prodotti negli anni passati.
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