Il caffè, la bevanda più amata al mondo, è a rischio. Il riscaldamento del clima, il depauperamento dei terreni, le guerre, l’impoverimento genetico e altri fattori sinergici ne stanno minacciando la sopravvivenza, e non solo per quanto riguarda le due varietà più utilizzate, l’arabica (Coffea arabica), che soffre particolarmente il caldo eccessivo, e la robusta (Coffea canephora), che richiede grandi quantità di acqua, ma anche per tutte le altre. Varietà delle quali, fino a poco tempo fa, non si sapeva molto, che non sono tutte adatte alla tostatura, ma che sono anch’esse a rischio.
Secondo uno studio del 2019, nel quale sono state analizzate 124 specie di caffè selvatico secondo i criteri dell’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) e della sua “lista rossa”, nelle collezioni di germoplasma (nelle quali si conservano i semi) e nelle aree protette del mondo, il 60% delle specie è a rischio estinzione, il 45% non è presente in alcuna collezione (e potrebbe quindi facilmente essere perduto per sempre) e il 28% non è presente in alcuna area protetta. Inoltre, le attuali misure di conservazione sono insufficienti e inadeguate ai rischi attuali…

