Redatto l’8 novembre 2020 ed aggiornato il 24 dicembre 2025
Poche righe di “risposta” a chi continua a contattarmi in privato – o anche in pubblico, come vedremo in fondo all’articolo – in merito a pareri, progetti, richieste di denaro ed altro.
1) ho avuto una vita decisamente complicata, in ” una sorta di lockdown, con avvocati ” dal lontano 2004. Questa storia mi ha segnato.
2) non do pareri, consulenze, etc. gratuite, soprattutto ad emeriti sconosciuti.
Magari sta già accadendo ma sono semplicemente fatti miei.
3) mi occupo della Fondazione Guido Venosta , il cui approccio ai nuovi progetti è questo.
Essere inseguito, in una sorta di continua ed estenuante caccia all’uomo non è piacevole. Tutt’altro.

Per questo motivo non do i miei contatti (e-mail o cellulare).
Quando mi scrivete in privato sui social, per favore, pensate che non sono, un “target”, un bancomat, una casella postale o Babbo Natale ma una persona, come voi.
Sotto : la pubblicità Bistefani con il claim “chi sono io, Babbo Natale?” che ha fatto storia nell’advertising e che, a volte, sento mia, in una sorta di sindrome che contraddistingue chi cerca di contattarmi. ( Io sarei Babbo Natale e chi mi interpella sarebbe il pasticciere).
Lo dico scherzosamente, come nel secondo significato della Treccani, ma fino ad un certo punto.
Domenica scorsa, ad esempio, passeggiavo con i miei cani e sono stato interpellato da una persona che voleva espormi i problemi del “suo paese” (?). Si tratta di una persona che si è presentata più volte a casa mia, chiedendo di incontrarmi, ma che è sempre stat respinta perchè non la conosco, non so cosa voglia: non sono “a disposizione” di tutti, soprattutto di chi non conosce la parola “educazione”.
Ho tirato diritto e lui mi ha chiesto “ma non mi ascolta?”. La mia risposta è stata che era domenica mattina e volevo fare una passeggiata in tranquillità con i miei cani, un concetto difficile da capire… (?).
Non devo niente a nessuno, se non ai miei affetti: non sono Babbo Natale.

P.S. : il 7 marzo 2024, a seguito della pubblicazione del mio libro “Le ossa dei Caprotti” e del podcast One More Time sono stato pesantemente diffamato sui social.
Ho deposto un atto di querela contro 9 persone.
Si tratta della fine di una brutta storia?
Una fievole speranza ce l’ho.
Ma forse certe vicende, legate alle mie vicende familiari e allo stalking, sono destinate a non terminare mai.


