Sopra un’ immagine della dottoressa  Colnaghi tratta dal Corriere dell’8 dicembre, Lombardia, Milano.




Maria Ines Colnaghi, Ambrogino alla ricerca

Si è dedicata allo studio delle difese immunitarie e in particolare del loro ruolo contro il cancro

Maria Ines Colnaghi con il suo gruppo di ricerca (foto M. Scarpa)
Maria Ines Colnaghi con il suo gruppo di ricerca (foto M. Scarpa)

 

di ALBERTO MANTOVANI*

Quest’anno l’Ambrogino d’oro riconosce il valore di una scienziata milanese da sempre in prima linea nella lotta al cancro: è Maria Ines Colnaghi, direttore scientifico di Airc dal 2000. In qualità di ricercatrice, Maria Ines Colnaghi si è dedicata allo studio delle difese immunitarie e in particolare del loro ruolo contro il cancro, dando un contributo fondamentale allo sviluppo di questo settore e ponendo le basi per il trasferimento di tali studi al letto del paziente. Alcuni strumenti immunologici messi a punto dal suo gruppo, ad esempio gli anticorpi monoclonali nel cancro dell’ovaio, hanno costituito una pietra miliare nel progresso delle conoscenze al servizio dei pazienti.
Da questo punto di vista, come me la dottoressa Colnaghi ha avuto ed ha il privilegio non solo di assistere, ma anche di contribuire al realizzarsi di un sogno: usare le risposte immunitarie nella lotta contro il cancro. Un sogno coltivato dai padri della Medicina moderna e dell’Immunologia come Paul Ehrlich e che, dopo anni di sconfitte e vittorie, adesso è realtà. Oggi utilizziamo le armi dell’immunità contro il cancro tutti i giorni. Gli anticorpi, ad esempio, hanno cambiato la vita dei pazienti affetti da tumore della mammella e del colon. Le citochine, ovvero le «parole» con cui le varie cellule del sistema immunitario comunicano, sono utili e fondamentali per limitare gli effetti tossici della chemioterapia. E stiamo infine imparando ad usare le cellule immunitarie come vere e proprie armi contro il cancro.
Non meno importante di questo contributo alla ricerca di Maria Ines Colnaghi è stato il suo ruolo di organizzatrice della ricerca scientifica in campo oncologico, in qualità di direttore scientifico di Airc. Una charity che ha costituito un esempio virtuoso di sostegno alla ricerca, applicato poi anche in ambiti diversi dal cancro da enti differenti: ad esempio Telethon per le malattie genetiche, Aism per la sclerosi multipla, Aisla per la sclerosi laterale amiotrofica. Sono proprio le charities come Airc a tenere in piedi il sistema di ricerca del Paese, a fronte di investimenti pubblici insufficienti per quantità e qualità. Entità dei finanziamenti, distribuzione non a pioggia ma mirata, attribuzione meritocratica e trasparente basata su meccanismi internazionali di valutazione dei pari (Peer Review); ma anche visione sul futuro, intesa sia come enfasi sui giovani e sulla loro indipendenza, sia come sfide tecnologiche (ad esempio l’impegno profuso anzitempo sulla genomica) e trasferimento della ricerca al letto del paziente. Sono le caratteristiche che hanno fatto di Airc un esempio ed un vero e proprio «motore» della ricerca al servizio dei pazienti, confermando il ruolo centrale di Milano nella lotta al cancro.
Sono certo che, nella migliore tradizione ambrosiana, l’attribuzione di questo riconoscimento a Maria Ines Colnaghi sarà vissuto non tanto come un premio per il passato, quanto come uno stimolo per continuare a lavorare. E a fare ancora meglio.
*direttore scientifico Istituto Humanitas e Università Statale

Corriere della Sera 06 dicembre 2013

Maria Ines Colnaghi, Ambrogino alla ricerca






Qui di seguito si capisce  ancora meglio come agisce fa la dsa. Colnaghi, in quanto direttore scientifico dell’Airc)

Il CTS è un’assoluta garanzia del corretto impiego dei fondi raccolti

«Il Comitato Tecnico Scientifico dell’AIRC è composto da 24 ricercatori, uomini e donne che ricoprono un ruolo di primo piano nell’oncologia italiana e che mettono a disposizione dell’Associazione, a titolo volontario, le proprie competenze.

La “squadra”, affiancata da circa 400 revisori stranieri, è impegnata a fondo in uno dei più importanti compiti istituzionali dell’AIRC, vale a dire la valutazione e la selezione dei progetti di ricerca più promettenti, meritevoli di un finanziamento AIRC. Di non minore importanza l’altra mansione del Comitato: ideare e promuovere l’innovazione in oncologia.»

Maria Ines Colnaghi

direttore scientifico AIRC




siedo nel Consiglio di Airc da tanti anni e ne sono particolarmente orgoglioso

 

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