Flash — Metà degli oli extravergine, in Italia, sono dei semplici oli di oliva

…La pandemia non ferma l’invasione di olio straniero in Italia con gli arrivi in crescita del 5% nell’ultimo anno che hanno superato le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola dagli italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ultima indagine del mensile Il Salvagente che svela che ben 7 miscele di oli stranieri venduti come extravergini sui 15 analizzati al panel test sono risultati essere dei semplici oli di oliva vergine…. Coldiretti 

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Quel parmigiano taroccato su Alibaba

«Dal falso parmigiano al prosecco taroccato, ma anche brutte copie di grana padano, gorgonzola, pecorino toscano, lenticchie di Castelluccio di Norcia e anche l’olio pugliese e quello toscano contraffatti sono alcune delle truffe sulle specialità Made in Italy smascherate nel 2020 sulla piattaforma web di vendite on line di Alibaba».
Nel corso del 2020 sono state rimesse dal portale «ben 24 referenze italiane contraffatte».

Perchè la frutta in gdo è molto spesso immangiabile?

Quest’inverno ho comprato frutta scadente nella “grande distribuzione” (GDO) italiana. Non faccio nomi ma compro cibo in più insegne. Poi mi è capitato di assaggiare questi mandarini italiani (foto sopra) che un mio amico mi ha portato da un paese extra UE e sono rimasto “folgorato”: erano buonissimi. Mi sono domandato : perchè la frutta che trovo nel Nord Italia non è buona? Aggiornato il 9 marzo 2021

E non parlo solo di mandarini ma anche di mele, banane, arance, kiwi, etc

Etichette anti-cancro sui cibi

«la Commissione sta intraprendendo una revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli, nell’ottica di potenziare il proprio contributo alla produzione e al consumo sostenibili, e in linea con il passaggio a una dieta con più verdura, meno carni rosse e lavorate e altri alimenti legati al rischio di cancro, più frutta e verdura»

Stop alle pratiche scorrette nella filiera agroalimentare: Coldiretti e distribuzione molto distanti sul sottocosto

Coldiretti chiede di modificare la norma sulle vendite sotto costo: “Si dispone che solo nel caso in cui si scenda sotto il 15% rispetto ai costi medi di produzione risultanti dall’ elaborazione Ismea si possa riscontrare concorrenza sleale – spiega Stefano Masibi, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti . Ma per un agricoltore questa percentuale può essere eccessiva, spesso bastano pochi centesimi per metterlo fuori mercato”