Il carattere del nonno Peppino

Gli uomini Caprotti erano caratteri sanguigni, litigiosi, che si accendevano facilmente, competitivi e talvolta spietati. Ma potevano essere anche allegri, entusiasti, vitali, e provare un affetto profondo per la famiglia, anche se questo stesso potente vitalismo e la forte competitività portavano spesso a incomprensioni e gelosie difficili se non impossibili da ricomporre. La storia del nonno Peppino non è molto diversa dal quadro generale.

La “famiglia allargata” dei Caprotti, tra Albiate e Milano

È lunga la serie di persone di stretta fiducia di cui si circondavano le famiglie di un tempo e riempivano le loro case, persone che chiamavano per nome i datori di lavoro (“scior Bernardo”, “sciora Bettina”, “scior Peppin”), sapevano della loro vita a volte più di loro stessi, e c’erano sempre ad ogni avvenimento importante della famiglia, con orgoglio e a volte anche commozione.

La Manifattura Caprotti e il cooperativismo “bianco”

Nel primo dopoguerra (1919-1921) Bernardo. padre del nonno Peppino, fonda con Galeazzo Viganò ed alcuni tecnici e operai delle rispettive fabbriche la “Società Mutua Cooperativa di Consumo”, per calmierare i prezzi dei generi di prima necessità In seguito, anche se le lotte sindacali si affermano pure alla Caprotti, come in tutte le fabbriche, tuttavia la matrice cattolica e fortemente attaccata alle tradizioni rimane.

I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga

La storia dei Caprotti inizia con Antonio del fu Giovanni Battista (1685). Le origini della famiglia con l’agricoltura e il tessile, fino al 2009 quando, anche a causa del forte calo di ordini, i vertici aziendali decidono la chiusura della Manifattura dopo oltre 179 anni di attività. Nel frattempo i Caprotti, nel 1957, hanno avuto modo di partecipare alla fondazione dell’Esselunga

Ercole Marelli e Manifattura Caprotti: prima industriali, poi parenti

Il confronto tra la Ercole Marelli e la Manifattura Caprotti evidenzia non solo le differenze nei settori industriali – la Marelli, fondata nel 1899, opera nel settore elettromeccanico, la Caprotti, nata come industria nel 1840, opera in quello tessile -, ma anche come entrambe rappresentino storie significative dell'industria italiana, ed esplorare le loro storie offre spunti interessanti sulle dinamiche economiche e sociali in Italia.

La Manifattura Caprotti e la continuità: tessuti dall’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento

Come nel passato, la Manifattura ha continuato nel presente a produrre i suoi tessuti, aggiornando alle mode dei tempi alcuni suoi classici come i quadrettati o i fantasia, prodotti almeno dagli anni Quaranta dell’Ottocento nei colori vivaci che tanto piacevano e mantenuti in produzione, aggiornati nelle preferenze di tessuto e di colore, per più di un secolo ancora.

Manifattura Caprotti : la sicurezza sul lavoro in un’impresa tessile

I Caprotti, come i Marelli (con i quali si sarebbero più tardi imparentati), sono stati senz’altro dei precursori, e per molti versi possono venire annoverati tra gli “imprenditori inattesi” , poiché presentano aspetti di modernità, di progettualità, di idee che non avremmo sospettato in persone che producono tessuti dai tempi dei telai nelle case dei contadini, e si occupano quindi di una cosa fredda e impersonale che si chiama “progresso”