Ho ordinato un pranzo da Eataly, all’areoporto Leonardo da Vinci (Fiumicino) a Roma.
Già l’ordine in sè è stata un’ “avventura” poichè da Eataly non esistono i numeri presenti in gastronomia, per mettersi in coda:
prima di istallare la macchinetta in Esselunga, c’era gente che si accapigliava.
Parliamo degli anni ’80, di un’esperienza già fatta da tutta la GDO. Sulla quale Eataly si dovrebbe far aiutare.
Anche perchè, come vedremo, non si tratta solo di quello (i numerini).

E’ veramente facile ordinare?
L’ “esperienza” è quella descritta su questo cartello che però non prende in considerazione la fase iniziale e cioè la gestione della coda alla cassa.
E non solo…

Il trancio di tonno non è mai giunto al tavolo.
E Eataly non ha idea di cosa sia l’assistenza alla clentela: non esiste un banco dedicato.
Avrei dovuto rifare la coda alla cassa ma… il cliente che ha fretta – siamo in un areoporto ! – non sa a chi rivolgersi.
Ho quindi dovuto rinunciare al piatto e al rimborso: un’esperienza disastrosa.
P.S.: gli spaghetti al pomodoro, per essere pre-cotti e riscaldati, non erano male. Ma non bastano per fare di Eataly un fast food “all’italiana” efficiente.

