Il colosso globale Walmart si è aggiudicato ancora una volta il primo posto nella classifica annuale della National Retail Federation (NRF) dei migliori rivenditori al mondo, una lista stilata da Kantar sulla base dei ricavi specifici del settore retail generati nel corso del 2025. I continui investimenti del gigante di Bentonville nei mercati internazionali e nei servizi digitali gli hanno permesso di mantenere la posizione di leader, superando una solida schiera di marchi di fama mondiale.
Tra questi nomi figurano Amazon, Schwarz Group, ALDI, Costco, Ahold Delhaize e Carrefour, che hanno mantenuto le posizioni occupate nella classifica dello scorso anno. Più in basso, IKEA e The Home Depot sono salite di un gradino, raggiungendo rispettivamente l’ottavo e il nono posto.
Quest’anno solo una nuova entrata è riuscita a entrare nella top 10 della NRF: Walgreens ha preso il posto lasciato libero da Seven & I, la società madre di 7-Eleven. L’azienda era uscita dalla parte alta della classifica in seguito alla cessione delle sue attività di grandi magazzini in Giappone, finendo all’undicesimo posto…
Quattro considerazioni su questa classifica:
- Ovviamente non sono presenti le catene italiane (ma questo non ci stupisce più di tanto..)
- Tra i primi 10 si nota che dietro a Walmart e Amazon ci sono Lidl e Aldi e infatti Kantar ha evidenziato che “piccolo è bello” (a parte nel non food dove esistono fenomeni come Costco o Ikea).
- In questa classifica mancano i retailer cinesi come Shein o JD.com. Una pecca a cui dovranno rimediare il prossimo anno.
- Il mercato USA, come quello italiano, è saturo e la lotta, negli Stati Uniti si concentra nelle campagne:
Il principale ostacolo per Amazon è Walmart Inc. , che si è conquistata il cuore degli Stati Uniti decenni fa, durante un’aggressiva espansione volta a diventare il più grande rivenditore al mondo. Walmart ha impiegato anni ad abituare i clienti delle zone rurali a recarsi nei suoi negozi per fare la spesa e poi approfittarne per acquistare vestiti, televisori e pentole a cottura lenta.
Ha un grande vantaggio su Amazon in termini di prossimità, con negozi e Sam’s Club situati entro un raggio di 16 chilometri da quasi due terzi delle famiglie rurali, come dimostra un’analisi di Bloomberg.
Walmart sta anche potenziando la sua presenza nell’e-commerce, trasformando le sue migliaia di sedi in centri di smistamento e punti di ritiro per i prodotti ordinati online”…
Sotto: i primi 10 e la classifica totale

- Walmart (USA)
- Amazon (USA)
- Schwarz Group (Germany)
- ALDI (Germany)
- Costco (USA)
- Ahold Delhaize (Netherlands)
- Carrefour (France)
- IKEA (Netherlands)
- The Home Depot (USA)
- Walgreens (USA)
- Seven & I (Japan)
- Rewe (Germany)
- Jeronimo Martins (Portugal)
- AS Watson (Hong Kong SAR)
- Apple (USA)
- Inditex (Spain)
- Metro AG (Germany)
- Tesco (UK)
- TJX (USA)
- Alibaba (China)
- Aeon (Japan)
- H&M (Sweden)
- Auchan (France)
- Intermarche (France)
- Coop Schweiz (Switzerland)
- Aspiag (Switzerland)
- Fast Retailing (Japan)
- Sephora (LVMH) (France)
- Couche-Tard (Canada)
- Leclerc (France)
- Ceconomy (Germany)
- Adeo Group (France)
- Decathlon (France)
- Action (Netherlands)
- Euronics International (Netherlands)
- Best Buy (USA)
- JD Sports (UK)
- Cencosud (Chile)
- CP All (Thailand)
- Kingfisher (UK)
- FamilyMart (Japan)
- Lululemon (Canada)
- dm drogerie markt (Germany)
- Primark (UK)
- Phoenix (Germany)
- Expert (Switzerland)
- Reliance (India)
- Migros (Switzerland)
- Falabella (Chile)
- Lulu Group (United Arab Emirates)
Per essere inclusi nella classifica, i rivenditori devono avere investimenti diretti in almeno tre paesi. Kantar valuta le aziende in base ai ricavi derivanti esclusivamente dalla vendita al dettaglio, sia a livello nazionale che internazionale.
Dei problemi italiani e delle consegne “nelle campagne” avevo parlato qui.


