Ne abbiamo già scritto : questo nuovo shock, dopo quello inflattivo causato dall’attacco all’Ucrain oltre a scatenare una crisi umanitaria, rischia di creare estremismo politico e nuove ondate migratorie verso l’Europa.
Ovviamente si somma alla miope sospensione dello smantellamento di Usaid.
I paesi del Corno d’Africa sono i primi toccati da un’ eventuale carestia. E infatti Tajani ha chiesto un “corridoio umanitario” per i fertilizzanti provenienti da Hormuz.… l’obiettivo principale riguarda il rapido ripristino del flusso di fertilizzanti e di altri beni essenziali, ritenuti determinanti per scongiurare un possibile aggravarsi dell’insicurezza alimentare, con particolare riferimento al continente africano…
Questa crisi è aggravata da tre fattori:
In Brasile e in altri grandi paesi produttori il caro-petrolio ha già dirottato la produzione di zucchero verso gli impieghi energetici. Dopo aver perso il 40% negli ultimi due anni, nell’ultimo mese l’indice dei prezzi dello zucchero è salito, sempre secondo la Fao, del 7,2%, riportando le quotazioni ai massimi da novembre 2025. Con il petrolio più caro sono migliorate le aspettative sugli sviluppi della domanda nel circuito non food, in particolare per la produzione di biodiesel e altri impieghi energetici.
Il Brasile è il primo produttore ed esportatore mondiale di zucchero e una parte consistente del raccolto di canna sarà dirottato verso la filiera dell’etanolo, largamente impiegato nel trasporto su strada.
Negli Stati Uniti un sondaggio dell’Usda, il dipartimento dell’Agricoltura, indica un’imminente spostamento delle semine verso la soia a scapito del frumento primaverile, più bisognoso di fertilizzanti .
Sotto: nei due grafici l’impennata degli investimenti in mais e soia.

