prima stesura del 4 maggio 2014, aggiornato il 14 settembre 2015
Su questo sito ho già accennato al fatto che la mia uscita da Esselunga abbia provocato:
1) da una parte ad un arresto dello sviluppo del bio nella GD (v. l’avventura del biologico 2)
2) dall’altra lo sviluppo del fatturato di catene specializzate come Naturasì, che si sono avvantaggiate dello spostamento di clienti Esselunga, scontenti dei tagli dell’assortimento del biologico (ad esempio nel 2004, mentre stavo uscendo da Esselunga, era stata tolta – tra le proteste di molti clienti – la carne bio) della catena di Pioltello
Da sottolineare che Naturasì ha recentemente cambiato payoff (la frase sotto al logo) :
da “il supermercato della Natura”(che non vuol dire granchè…)
è diventato prima “il supermercato bio”
(e questo è stato un buon segnale per il mercato = ci sono più produttori agricoli che vendono bio ai supermercati. Il bio si è “democratizzato” poichè non sta solo nel “ghetto” degli specializzati..).
per poi modernizzarlo ulteriormente, rendendolo piacevole ed elegante: una sorta di supermercato – boutique
Gli interni del nuovo Naturasì di Carate
Il biologico, visto che vale in Italia – secondo Coldiretti – 3,1 miliardi di €
(dato a ottobre 2013, per dare un riferimento il mercato della carne di pollo e di tacchino vale 5,7 miliardi di €, Il Sole 24 ore del 3 maggio 2014)
e visto anche che la GD italiana si muove lentamente (v. il bio intelligente della Coop svizzera), si sta sviluppando attraverso catene specializzate come:
Biomì, di seguito un negozio a Milano
Bio c’bon (foto sotto di quello di viale Montenero a Milano)
Almaverde bio market (foto sotto di quello in viale Sempione a Milano)
Organic Food Retail, controllata da Ki Group, licenziataria del marchio Almaverde Bio nel 2014 ha servito 5’350 clienti, fatturato 47 mio. di €, con un’increemento dell’11% sul 2013.
I 4 punti di vendita e somministrazione Almaverde Bio Market esistenti propongono 3’700 referenze bio in 350 mq..
L’obiettivo è lo sviluppo di una rete in franchising.
Fonte: Agricoltura aprile 2015, a cura di Rosa Maria Bertino
Queste ultime due catene hanno dietro di se due gruppi “industriali” italiani importanti (Almaverde, produttore di prodotti agricoli ed Eurospin e Scotti per Piacere Terra) e sono quindi avvantaggiate sul nostro territorio.
Piacere Terra: la cantina è ben fornita di vini bio, con i quali si differenzia da altre catene di prodotti bio
Piacere Terra ha inoltre sezioni importanti di prodotti senza glutine, per vegan e vegetariani e di prodotti macrobiotici
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cavalcando l’onda del benessere e della salute avrei fatto lo stesso se avessi potuto proseguire il mio percorso in Esselunga, dopo il lancio di Esselunga Bio.
A questo scopo avevo già contattato tanti fornitori, come “Finestra sul Cielo” o “Baule Volante”
In conclusione c’è quindi chi ha saputo “cogliere l’attimo”, sfruttando la crescita del mercato degli alimenti biologici sul mercato italiano pari al 90% dal 2008:
il fatturato delle catene specializzate è ormai quasi equivalente a quello della GD:
761 milioni di € contro gli 855 milioni della GD
(da Il Sole 24 ore del 9 settembre 2015)
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