Redatto il 19 luglio, aggiornato il 2 agosto 2026
Il lobbying dell’organizzazione Copa- Cogeca ha difeso foie gras, pellicce, utilizzo di pesticidi (anche glifosato e neonicotinoidi (*) e l’abbattimento della fauna selvatica (es.: lupi).
Ha fatto di tutto per evitare misure che innalzassero le norme di innasprimento contro le emissioni degli allevamenti – esentando gli allevatori di bovini – e l’abbandono dell’utilizzo delle gabbie per galline e altri animali.
Lo stesso metodo è stato usato per difendere i finanziamenti pubblici alla promozione della carne rossa e lavorata. Quando la Commissione ipotizzò di escludere questi prodotti dai programmi coerenti con il piano europeo contro il cancro, Copa-Cogeca coinvolse alcuni commissari, le organizzazioni del vino e dell’alcol e le associazioni nazionali. Le limitazioni furono prima attenuate e poi abbandonate. Il commento riportato nei documenti interni è lapidario: “Il lobbying ha dato i suoi frutti”

(*) Come la lobby ha affossato la riforma dei pesticidi
Uno degli obiettivi principali della strategia europea Farm to Fork era ridurre del 50% entro il 2030 l’uso e il rischio dei pesticidi chimici. Il nuovo regolamento avrebbe dovuto trasformare questo obiettivo politico in un obbligo concreto. Secondo i verbali citati dal Guardian, durante una riunione del settembre 2022 i rappresentanti di Copa-Cogeca discussero apertamente la possibilità di trascinare il negoziato fino alle elezioni europee del 2024, contando sull’arrivo di un Parlamento e di una Commissione meno favorevoli alle politiche ambientali.
La strategia consisteva nel chiedere nuove valutazioni d’impatto, contestare gli studi delle istituzioni e presentare ai governi ricerche commissionate privatamente sugli effetti economici della riduzione dei pesticidi. L’obiettivo dichiarato nei documenti era “forzare la Commissione ad abbandonare i suoi obiettivi”. La tattica ha funzionato. La proposta di regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi è stata ritirata dalla Commissione nel febbraio 2024, pochi mesi prima delle elezioni europee.
Il risultato è ancora più rilevante oggi. La Commissione ha proposto nel dicembre 2025 che molte sostanze attive, dopo la prima valutazione, possano essere autorizzate senza una scadenza prestabilita, eliminando quindi per gran parte dei pesticidi il riesame automatico periodico. Bruxelles sostiene che il sistema consentirebbe di concentrare le risorse sui rischi emergenti; scienziati e organizzazioni ambientaliste temono invece che le sostanze possano rimanere sul mercato per decenni senza una rivalutazione sistematica.
Glifosato e neonicotinoidi
I documenti raccontano anche la pressione esercitata per il rinnovo del glifosato. In una nota del 2022 la segreteria di Copa-Cogeca invitava le organizzazioni aderenti a intervenire sulle rappresentanze permanenti degli Stati membri a Bruxelles per sostenere il rinnovo. Nel novembre 2023, dopo che i governi non erano riusciti a raggiungere una maggioranza qualificata né a favore né contro, la Commissione ha rinnovato l’autorizzazione del glifosato per altri dieci anni, fino al 15 dicembre 2033. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo classifica come “probabilmente cancerogeno”, mentre EFSA ed ECHA non hanno individuato elementi tali da impedire il rinnovo alle condizioni stabilite dall’Unione europea.
Il rapporto completo di Grilled aggiunge un particolare sui neonicotinoidi, sostanze note per gli effetti negativi sugli impollinatori. In risposta all’iniziativa europea Save Bees and Farmers, sostenuta da oltre un milione di cittadini, Copa-Cogeca predispose un documento per dimostrare che gli agricoltori stavano già adottando misure sufficienti e che quindi non servivano controlli più severi. Il documento venne definito internamente “un buon strumento di lobbying”. Un delegato fece però notare che rischiava di trasmettere un’immagine ingannevole, facendo credere che il declino degli impollinatori potesse essere risolto dagli agricoltori senza ulteriori interventi e finanziamenti pubblici…
La visione miope degli agricoltori si esplica in questo articolo : è un’apocalisse, la crisi delle api e degli altri insetti impollinatori mette già oggi a rischio la sussistenza di 2 miliardi di persone


