Prima stesura del 21 marzo 2016, ultimo aggiornamento del 1° maggio
Amazon, nel 2015, ha fatturato 7,9 miliardi di $ con il cloud computing, che su un fatturato totale di 107 miliardi ha rappresentato il 7,3% dei suoi introiti.
Da Wikipedia:
In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica[1][2][3]) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili.[4]
Il cloud computing ha dei vantaggi economici molto importanti per le aziende che non hanno più bisogno di investire e manutenere pesanti strutture interne.
Questa attività per Amazon, pur avendo un fatturato modesto rispetto all’e-commerce, rappresenta la prima fonte di profitto, con 1,9 miliardi di $ .
Il margine operativo di questa divisione è infatti pari al 28,5%, che è superiore – per dare dei parametri di riferimento- al 23% di Google e al 27% di Walt Disney.
Solo Apple, con il 32%, supera Amazon Web Services.
Il mercato del cloud computing vale 23 miliardi di $ e Amazon ne detiene il 31%. Per dare un raffronto Microsoft ne possiede il 9%, IBM il 7% e Google il 4%.
Inoltre il mercato è cresciuto del 52% l’anno scorso anche se si stima che nei prossimi anni la crescita sarà “solo” tra il 30 e il 40% annuo…
Ma quel che stupisce di Amazon sono le sue capacità tecniche, superiori ai suoi 14 principali concorrenti riuniti e che si esprimono anche in una copertura geografica ineguagliabile, con la possibilità – da qui alla fine dell’anno- di disporre di 17 super server in tutto il mondo.
A niente sono valsi gli sforzi dei rivali che hanno cercato, nel passato, di concorrenziare Amazon sui prezzi: la sua filiale si è rapidamente allineata, mantenendo la sua quota di mercato e i suoi clienti tra i quali figurano l’80% delle aziende quotate francesi e anche la CIA.

Il 28 aprile 2016 Amazon ha pubblicato dei risultati finanziari migliori delle attese con un utile netto pari a 513 milioni di $ rispetto alla perdita di 57 milioni del 2015.
I ricavi sono cresciuti del 28% a 29,1 miliardi di $ e questi ottimi risultati sono in gran parte dovuti alla divisione “cloud”.
foto Imagine China/Corbis per Le Monde


