Premessa:

Martedì 20 luglio 2010 il Giornale di Seregno, nelle pagine in cui si parla dei blitz delle forze dell’ordine contro la n’drangheta, raccoglieva la “Proposta di alcuni docenti per riappropriarsi del territorio – Parco regionale contro tutte le mafie… la zona interessata coprirebbe tremila ettari tra la valle del Lambro a est e il Parco regionale delle Groane a ovest, in un’area dove l’urbanizzazione media ha raggiunto il 65%. Qui la n’drangheta ha condizionato le nuove costruzioni e le scelte urbanistiche, ha promosso il consumo del suolo e degradato i pochi spazi aperti residui…”

L’idea ci sembra interessante ma avendo a che fare con le amministrazioni dei parchi esistenti – l’ultimo incontro con il Parco della valle del Lambro risale al 22 aprile di quest’anno – notiamo nel personale scoramento e demotivazione dovuti molto probabilmente ad una situazione difficile ”a monte”.

Il Corriere della Sera ha inquadrato molto bene queste problematiche in un articolo del 18 luglio c.m. che indichiamo volentieri.

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Carlo Bertelli vi denunciava i tagli della manovra, nell’ordine del 50%, nei confronti dei parchi nazionali e regionali italiani.

Quest’estate abbiamo visto di persona cosa possano significare questi tagli e vogliamo esporlo ai nostri lettori.

Ad agosto abbiamo passato qualche giorno nell’isola greca di Zakynthos, l’antica Zante, che possiede un parco nazionale marino molto conosciuto perché è uno dei siti più importanti per la deposizione delle uova della tartaruga marina Caretta Caretta in tutto il Mediterraneo.

Zakynthos: la spiaggia del relitto

Per dare un’idea della sua importanza possiamo dire che mediamente vengono contati ogni anno 1’300 nidi di tartaruga sulle varie spiagge di Zakynthos mentre in Italia ne vengono avvistati da 0 a massimo qualche decina per spiaggia per una ventina di siti.

La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane.

Zakynthos, con la Libia, che fortunatamente non ha turismo sulle proprie spiagge, costituiscono i siti con la maggior quantità di tartarughe e di nidi (la Libia ne ha mediamente 9’000!).

Sotto : rettili libici

Libia rettili

Quest’anno nel parco di Zakynthos è capitato a nostri conoscenti di avvistare una foca monaca (Monachus monachus) di cui esistono ormai solo qualche centinaia di esemplari in tutto il Mediterraneo e al sottoscritto di trovarsi faccia a faccia con una Caretta caretta impressionante. C’è da dire che gli esemplari adulti possono raggiungere i 140 cm di lunghezza e i 160 kg. di peso.

Il turismo di Zakynthos è in parte naturalistico: un flusso imponente di persone vuole vedere i nidi e spera di avere la fortuna che ho avuto io incontrando una tartaruga sul proprio cammino. Le Caretta caretta sono pubblicizzate un pò ovunque.

Peccato che se fino all’anno scorso i turisti non si potessero avvicinare alle aree di nidificazione, quest’anno potevano sbarcare sulle spiagge e toccare i nidi con le mani.

Come mai?

Semplicemente perché il governo greco non ha più fondi per i propri parchi e le guardie e i volontari che vegliavano sulle spiagge delle deposizioni sono spariti da un anno all’altro.

Citando Bertelli si può dire che “più che mai i parchi hanno bisogno di essere protetti da quanto li contorna” e, nel caso di Zakynthos, possiamo aggiungere che devono esserlo nell’interesse delle tartarughe ma anche in quello degli uomini che vivono del turismo legato a questi splendidi animali.

Libia crostacei

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