Redatto il 20 maggio, aggiornato il 2 luglio 2022

 

Premessa:

1- Il passato

Confagricoltura ha colto il punto : Odessa è stata ed è rimasta una città che ha un’importanza strategica fondamentale, un caposaldo dell’imperialismo russo che, nel 19° e agli inizi del 20° secolo, prima della Rivoluzione, la possedeva e l’avrebbe voluta usare come una base per  affacciarsi sul Mediterraneo.

Nel 1905 la Russia, dopo aver perso la guerra russo – giapponese, perde diversi territori e la sua possibilità di influenzare l’Asia (Cina e Corea in particolare).

Cerca quindi dei nuovi sbocchi più a ovest e si volta verso i Balcani dove l’Intesa , l’ alleanza tra Francia, Inghilterra e Russia zarista, vince le guerre dei Balcani (1912-1913).

A seguito di quegli scontri  la Serbia, alleato storico degli zar, ottiene la Macedonia occidentale.

La Russia, poco prima della prima guerra mondiale, mirava a controllare il Bosforo, smembrando l'”uomo malato dell’Europa”, ovverosia l’Impero Ottomano.

Carta geografica ed informazioni storiche tratte da “L’apogée de l’Europe 1871- 1918” di Christian Ambrosi, Masson et Cie Collection Histoire Contemporaine Générale.

 

Da tempo Putin segue le orme imperialiste degli zar, con il mito del Rus,il primo stato  slavo con capitale Kiev, e dell’impero sovietico

Lo ha dimostrato con i fatti, invadendo Transnitria, Cecenia, Georgia (*), Donbass, Crimea ed infine l’Ucraina.

La Transnitria , conosciuta  da pochissimi solo per Nicolai Lilin, autore del romanzo  “L’educazione siberiana”, faceva parte della Moldavia fino alla guerra del 1992 (entrambe erano state conquistate dai russi dal 1812 in poi e tutta  la regione si chiamava Bessarabia).

 

La nostalgia di Putin per l’Unione sovietica si è espressa così:  “Il crollo dell’URSS è stata la più grande catastrofe geopolitica del secolo”.

Uno dei suoi primi atti, come presidente della Federazione russa, è stato quello di restaurare l’inno sovietico come inno nazionale.

 

(*) Il 20% della Georgia è occupato da truppe russe.

 

Sotto : la Russia punta, da almeno otto  anni – gli attacchi alla Crimea e al Donbass sono avvenuti nel 2014 – al controllo del Mar Nero.

Infatti Le Monde , nella mappa sotto, parla di un “obiettivo della creazione di un arco di controllo russo, che va dal Dombass alla Transnitria”.

Ne riparliamo nella conclusione.

2 – Storia recente e attualità

Oggi, ancor più che ai tempi della guerra svoltasi nel 1992, la Transinitria riceve costantemente “avvertimenti” armati : se i russi la conquistassero ufficialmente (l’invasione del 1992 non è mai stata ufficializzata ) isolerebbero Odessa dal resto dell’Ucraina (vedi sempre la mappa sopra di Le Monde).

Russia ed Ucraina valgono il 24% dell’export mondiale di grano e gran parte di esso, prima della guerra, transitava attraverso i porti del Mar Nero che oggi sono bloccati dalla flotta russa.

I silos ucraini sono pieni perchè le ferrovie non hanno la capacità di movimentare 5 milioni di tonnellate come facevano i porti.

Le ferrovie possono trasportare, nell’immediato, solo 500’000 tonnellate di grano.

Sotto : il blocco dei porti, da Izmail a Taman, in una piantina tratta da Le Monde.

Il grano potrebbe quindi essere un’arma contro l’Ucraina .

E infatti l’esercito russo bombarda le fattorie, distrugge le macchine agricole e spara contro i contadini ucraini.

Ma il grano potrebbe essere usato come arma verso il resto del mondo: chi controlla il Mar Nero ha in mano un quarto del cibo mondiale.

Questo era l’obiettivo principale dell’attacco russo verso Donbass e Crimea, per poi arrivare ad Ucraina, Transnitria e Moldavia, chiudendo il cerchio del Mar Nero.

Anche per questo motivo non bisogna cedere nella guerra della Russia contro ‘Ucraina.

Bisogna cercare di far riaprire i porti, anche se tutte le ipotesi  ed i tentativi attuali per farlo sembrano, ad oggi, impraticabili, salvo se i russi sono d’accordo (Leggi in proposito : La prima nave mercantile con 7.000 tonnellate di grano ha lasciato “dopo mesi” il porto di Berdyansk, città ucraina sotto il controllo dei filorussi).

Ma il problema è che Putin ha dichiarato che autorizzerà lo sblocco dei porti solo se la UE toglierà le sanzioni alla Russia (Financial Times del 4 giugno 2022).

Putin usa il grano come arma contro il mondo.

Ciò viene confermato dall’incremento delle vendite di grano russo verso il Medio Oriente e verso l’Africa: Grano , la Russia ruba il mercato all’Ucraina.

Il cibo  è un’arma (*) che nessuno zar dell’800 (o dell’URSS) ha mai avuto: molto più potente di un’arsenale comune. E che arriva ben oltre il Bosforo o gli Stati dove sono presenti soldati russi (Transnitria, Siria, Mali, etc.).

E come dice l’ex oligarca,  e ora dissidente,  Mikhail Khodorkowsy : “se l’Ovest fallisce ora, potrebbe ritrovarsi con una frontiera lunga 2500 km, a rischio”

Le minacce di Putin alla Lituania su Kaliningrad ne sono l’ennesima  dimostrazione. Per il leader russo i confini della Federazione dovrebbero, come minimo, coincidere con quelli dell’URSS, disgregatasi nel 1991.

Putin probabilmente la pensa come Fedor Dostoevskij che diceva “C’è una sola verità , e solo un popolo può avere un vero Dio. L’unico popolo portatore di Dio è il russo”.

Leggi anche : Perché lo zar deve perdere la guerra

(*) ovviamente ce ne sono altre ma io parlo di quella che conosco meglio.

Sotto : la bandiera sovietica della “grande guerra patriottica” (seconda guerra mondiale) che viene ancora usata dall’esercito di Putin, il 9 maggio di ogni anno, giorno della vittoria sovietica sui tedeschi.

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