Lo scorfano, in copertina, non è un pesce “comune” ma è molto saporito, con la pasta o nelle zuppe. Redatto il 24 giugno, aggiornato il 18 luglio 2026
I bambini sotto l’anno, infatti, mangiano principalmente merluzzo e sogliola, ma poi crescendo si aggiungono tutte le altre specie citate, oltre agli immancabili prodotti processati come il tonno in scatola e i bastoncini di pesce.
Gli adulti, poi, consumano anche baccalà e pesce affumicato.
In sostanza i consumi di pesce degli italiani sono poco vari e la stagione che viene può essere un’occasione per cambiare : durante l’estate diamo spazio a pesci come sugarello, alaccia, boga, menola, lanzardo e spatola, specie diffuse nel Mediterraneo e importanti per l’economia della pesca locale, ma meno privilegiate.
Le sarde e le acciughe presentano generalmente un contenuto lipidico elevato, che contribuisce alla loro qualità organolettica e al caratteristico sapore. La palamita offre una carne soda e saporita che rappresenta una valida alternativa ai grandi tunnidi più richiesti dal mercato. Tra le specie da considerare ci sono anche le triglie, presenti sui mercati per gran parte dell’anno, e il pesce serra, sempre più diffuso lungo le coste italiane. Nelle pescherie si incontra inoltre anche la lampuga, che inizia a comparire con maggiore frequenza nella seconda parte della stagione estiva, e il pagello pezzogna, che in estate non è in piena fase riproduttiva.
Tra le specie da tenere d’occhio durante la bella stagione ci sono anche l’aguglia, pesce costiero tipico dei mesi estivi e ancora legato a molte tradizioni gastronomiche locali, e l’occhiata, comune nel Mediterraneo ma spesso poco considerata dal mercato nonostante la sua ampia diffusione.
Nelle pescherie del Centro e del Sud Italia si incontra inoltre la leccia stella, specie pelagica ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Merita attenzione poi anche lo sgombro, apprezzato per le sue qualità nutrizionali e indicato da molte guide al consumo responsabile tra le specie da valorizzare.
La scelta di specie meno richieste contribuisce a distribuire la domanda su un numero più ampio di risorse ittiche, riducendo la pressione commerciale che grava su pesci come tonno rosso, pesce spada o alcune specie di crostacei molto richieste dalla ristorazione.
La scelta sostenibile, tuttavia, non dipende soltanto dalla specie acquistata: la denominazione commerciale e quella scientifica della specie, il metodo di produzione (pescato o allevato), la zona di cattura, il metodo di pesca utilizzato e la taglia degli esemplari.
Per una scelta davvero sostenibile, bisogna privilegiare gli attrezzi di pesca selettivi, come le reti da posta, i palangari e le lenze, tipici della piccola pesca artigianale. Questi metodi limitano drasticamente il fenomeno del bycatch, ovvero la cattura accidentale di specie protette o di esemplari sottomisura, a differenza delle grandi reti a strascico che inoltre impattano negativamente i fondali marini.
… Per questo conviene leggere il cartellino nel suo insieme, considerando specie, zona di cattura e attrezzo utilizzato. Quando le informazioni non sono chiare, chiedere dettagli sulla provenienza del prodotto al pescivendolo o al ristoratore resta uno dei modi più semplici per consumare con maggiore consapevolezza, nel rispetto dei cicli biologici dei nostri mari.
Ovviamente “non esiste il pesce fresco in riva al mare”. Gli chef smentiscono la favola del pesce tutto l’anno. Perché d’estate non è detto che sia più fresco, come funziona davvero il mercato ittico e perché a Milano si mangia spesso il pesce migliore.
In sostanza Il mercato “di massa” è sempre più orientato verso i prodotti già pronti ma, se si ha una pescheria di fiducia locale, che offre prodotti diversi dal “solito salmone”, si pò mangiare meglio.
Oltre al palato e al portafoglio ne beneficiano anche la nostra salute e il mare.
Per approfondire su pesce e molluschi allevati in Italia leggi qui.
Sotto : le foto sotto sono state scattate presso la pescheria Gi.Mar. (Biassono, MB).

