Gianni Albertini: l’appoggio alla spedizione del Dirigibile Italia (1928)
Nella primavera del 1928 parte la spedizione del dirigibile "Italia" comandata dal colonnello Umberto Nobile. L’obiettivo era sorvolare il Polo Nord per la prima volta con un preciso programma di esplorazione geografica e ricerca scientifica. Purtroppo l’impresa si conclude con un drammatico naufragio, che mobilita una gigantesca catena di soccorsi cui prende parte anche Gianni Albertini, alpinista e guida alpina tra i più esperti, che vive il dramma sulla sua pelle e conosce l’Artico per la prima volta.Gianni Albertini: alpinista, esploratore e marito della prozia Ida Quintavalle
Giovanni (Gianni) Albertini si laurea giovanissimo in ingegneria e diventa un tale esperto di roccia, montagna e neve da aprire negli anni Venti diverse nuove vie verso la cima del Monte Bianco. Avventuroso trasvolatore (cercherà di di battere il record di volo fra Londra e Città del Capo nel 1938), deve la sua notorietà alla spedizione artica Heimen-Sucai del 1929, nata per cercare i dispersi della spedizione Nobile dell’anno precedente. Sposa Ida Quintavalle, gemella di mia nonna materna Luisa.I matrimoni dei Caprotti: Claudio e Paola Albera
Un decennio dopo i due fratelli maggiori anche Claudio convola a nozze, sposando Paola Albera a Firenze, nel 1968. Una cerimonia stile anni ’70, la sposa in un corto vestito giallo, lo sposo in semplice abito chiaro, la chiesa piena di margherite, ma anche questo terzo matrimonio, dopo la nascita di Andrea e Fabrizio, finirà con un divorzio che lascerà a Paola l’amatissima Villa Nadina a Forte dei Marmi.I matrimoni dei Caprotti: Guido e Maria Luisa Austoni
Pochi mesi dopo le nozze del fratello maggiore Bernardo con Giorgina Venosta, il secondo fratello, Guido nel 1959, nella chiesa milanese Maria Luisa (detta Lu) Austoni, figlia di Benedetto, chirurgo e luminare della medicina, cosa che merita alla coppia anche un trafiletto su un giornale. Amici e parenti circondano la coppia che pare serena, e lo resterà per qualche anno; ma pure questo matrimonio, dopo qualche anno e due figlie, Bendetta ed Elisabetta, finirà.I matrimoni dei Caprotti: Bernardo e Giorgina Venosta
Bernardo e Giorgina s’incontrano a Forte dei Marmi, e si sposano a Milano nel novembre del 1958, nella chiesa di San Fedele stipata di invitati e, fuori dai portoni, una folla di curiosi. Lei ha 17 anni, lui il doppio. L’album fotografico mostra sorrisi e gioia intorno agli sposi; le premesse ci sono tutte, ma non si compiranno. La coppia si separerà nonostante la nascita di due figli, Giuseppe e Violetta.“Le ossa dei Caprotti” : la differenza tra cronaca giornalistica e storia
Tra il giornalismo, la saggistica politica e la Storia, la differenza, secondo me, sta nella ricerca, che nella seconda, è molto più approfondita e si basa, prima di tutto, sullo studio di documenti e archivi
I Caprotti e la famiglia: Anna Zanchi Morpurgo, 1949
Il giorno dell’incidente stradale che lo uccise, il nonno Peppino non era solo. Al suo fianco sedeva una donna che frequentava da un paio d’anni, e riportò gravissime ferite. Scoprirò solo molto tempo dopo che si chiamava Anna Z., e la conoscevamo bene. Negli archivi della Biblioteca Braidense, a Milano, è conservata una serie di ritratti fotografici che ne immortalano la bellezza.Giuseppe Caprotti si racconta all’evento organizzato dal Soroptimist Club Monza
L’intervista ha ripercorso la vita di Caprotti in Esselunga, citando i suoi progetti pionieristici nel retail italiano, dall’introduzione del biologico ai programmi fedeltà, fino alle prime iniziative di responsabilità d’impresa
Presentazione “Le ossa dei Caprotti” – Soroptimist, 29 ottobre 2025
Io mi sono fermato per davvero. Durante quel lungo periodo difficile di cui abbiamo parlato prima, mi sono fermato completamente. È stato un momento di silenzio, di isolamento. Ma poi, con la fine della vicenda giudiziaria e con il Covid, ho scelto di guardare avanti. Ho deciso di considerare la crisi del Covid come un’occasione per aiutare. Da lì è nata la mia rinascita personale e la mia attività nella Fondazione Guido Venosta












