Gianni Albertini: la spedizione nell’Artico alla ricerca dei Dispersi della Spedizione Nobile (1929)

Gianni Albertini aveva vissuto da vicino, quale membro della spedizione, la tragedia del dirigibile Italia che nella primavera del 1928 si era schiantato sul pack del Polo Nord, e di 6 uomini dell’equipaggio rimasti nell’involucro del dirigibile, spariti tra la nebbia e mai più ritrovati. Si sente in obbligo di ricercare i dispersi, incoraggiato dai loro parenti. La spedizione viene preparata con una velocità organizzativa stupefacente anche per gli standard attuali, meno di tre mesi, e secondo criteri di particolare efficienza e intelligenza.

Gianni Albertini: l’appoggio alla spedizione del Dirigibile Italia (1928)

Nella primavera del 1928 parte la spedizione del dirigibile "Italia" comandata dal colonnello Umberto Nobile. L’obiettivo era sorvolare il Polo Nord per la prima volta con un preciso programma di esplorazione geografica e ricerca scientifica. Purtroppo l’impresa si conclude con un drammatico naufragio, che mobilita una gigantesca catena di soccorsi cui prende parte anche Gianni Albertini, alpinista e guida alpina tra i più esperti, che vive il dramma sulla sua pelle e conosce l’Artico per la prima volta.

Gianni Albertini: alpinista, esploratore e marito della prozia Ida Quintavalle

Giovanni (Gianni) Albertini si laurea giovanissimo in ingegneria e diventa un tale esperto di roccia, montagna e neve da aprire negli anni Venti diverse nuove vie verso la cima del Monte Bianco. Avventuroso trasvolatore (cercherà di di battere il record di volo fra Londra e Città del Capo nel 1938), deve la sua notorietà alla spedizione artica Heimen-Sucai del 1929, nata per cercare i dispersi della spedizione Nobile dell’anno precedente. Sposa Ida Quintavalle, gemella di mia nonna materna Luisa.

I matrimoni dei Caprotti: Claudio e Paola Albera

Un decennio dopo i due fratelli maggiori anche Claudio convola a nozze, sposando Paola Albera a Firenze, nel 1968. Una cerimonia stile anni ’70, la sposa in un corto vestito giallo, lo sposo in semplice abito chiaro, la chiesa piena di margherite, ma anche questo terzo matrimonio, dopo la nascita di Andrea e Fabrizio, finirà con un divorzio che lascerà a Paola l’amatissima Villa Nadina a Forte dei Marmi.

I matrimoni dei Caprotti: Guido e Maria Luisa Austoni

Pochi mesi dopo le nozze del fratello maggiore Bernardo con Giorgina Venosta, il secondo fratello, Guido nel 1959, nella chiesa milanese Maria Luisa (detta Lu) Austoni, figlia di Benedetto, chirurgo e luminare della medicina, cosa che merita alla coppia anche un trafiletto su un giornale. Amici e parenti circondano la coppia che pare serena, e lo resterà per qualche anno; ma pure questo matrimonio, dopo qualche anno e due figlie, Bendetta ed Elisabetta, finirà.

I matrimoni dei Caprotti: Bernardo e Giorgina Venosta

Bernardo e Giorgina s’incontrano a Forte dei Marmi, e si sposano a Milano nel novembre del 1958, nella chiesa di San Fedele stipata di invitati e, fuori dai portoni, una folla di curiosi. Lei ha 17 anni, lui il doppio. L’album fotografico mostra sorrisi e gioia intorno agli sposi; le premesse ci sono tutte, ma non si compiranno. La coppia si separerà nonostante la nascita di due figli, Giuseppe e Violetta.

I Caprotti e la famiglia: Anna Zanchi Morpurgo, 1949

Il giorno dell’incidente stradale che lo uccise, il nonno Peppino non era solo. Al suo fianco sedeva una donna che frequentava da un paio d’anni, e riportò gravissime ferite. Scoprirò solo molto tempo dopo che si chiamava Anna Z., e la conoscevamo bene. Negli archivi della Biblioteca Braidense, a Milano, è conservata una serie di ritratti fotografici che ne immortalano la bellezza.

Presentazione “Le ossa dei Caprotti” – Soroptimist, 29 ottobre 2025

Io mi sono fermato per davvero. Durante quel lungo periodo difficile di cui abbiamo parlato prima, mi sono fermato completamente. È stato un momento di silenzio, di isolamento. Ma poi, con la fine della vicenda giudiziaria e con il Covid, ho scelto di guardare avanti. Ho deciso di considerare la crisi del Covid come un’occasione per aiutare. Da lì è nata la mia rinascita personale e la mia attività nella Fondazione Guido Venosta

Pierre Maire, fratello di mia nonna Marianne

Fratello maggiore di mia nonna Marianne Maire Caprotti, fu pianista e compositore di talento e di fama, direttore della prestigiosa École normale de musique de Paris Alfred Cortot. Professore di pianoforte, tiene numerosi concerti per la radio con artisti molto noti, il compositore Arthur Honegger, il musicista e compositore Arthur Hoérée e sua moglie, il soprano Régine de Lormoy.