Mio zio Guido e il tentativo di salvare la Manifattura Caprotti

Nel tentativo di salvare la Manifattura dalla crisi tessile degli anni '70, Guido Caprotti cedette progressivamente tutta la sua quota Esselunga, per poi essere costretto a svendere anche l'azienda tessile.Travolta dalla stessa resa dei conti familiare, anche la madre Marianne vide azzerarsi la propria quota ereditaria, senza preavviso né mai un risarcimento.

ESD Italia – Efficienza e Servizi per la Distribuzione, 2001

Marcello Cestaro, che è a capo di uno dei gruppi che formano Selex, definisce scherzosamente la nostra unione come quella tra ‘la bella’, ovvero Esselunga, probabilmente la catena ‘più bella d’Europa’ e ‘la bestia’, cioè Selex...Da loro tuttavia traiamo un’enorme lezione di umiltà: la bestia, infatti, aiuta tantissimo la bella a capire il mercato e raddoppiare la redditività

La Manifattura Caprotti: i tessuti erano storie, antesignane del marketing

La Manifattura Caprotti di Albiate fu per oltre un secolo un luogo di lavoro, identità e memoria. Il suo marchio, la capra, e i nomi dei tessuti evocavano forza e prestigio: Leone, Vittoria, Cleopatra. Altri legavano il prodotto all'identità geografica italiana, come Calabria e Tevere. Altri ancora, come Jolanda e Marina, seguivano la moda del tempo, o l’attualità, come Tosca, legata all’opera di Puccini.

Le amiche di Giorgina Venosta : Silvia Tofanelli nel ricordo di Lina Sotis

La storia di Silvia e Filippo, che  fecero sognare tutta Milano : Silvia Tofanelli affascinante, piena di corteggiatori, conobbe Filippo Rusca, il più straganzo dei tempi in cui andavano i ganzi. S’innamorarono, si presero, abbandonarono gli altri, fecero parlare l’Italia dei salotti, si sposarono. Furono una coppia felice. Lui è mancato, lei lo ricorda così. Noi che li abbiamo vissuti come i più belli dei tempi.

La Manifattura Caprotti verrà demolita?

Egregio dott. Caprotti, ho appreso con dispiacere della prossima demolizione della Manifattura sita a Ponte, che Suo padre volle realizzare e alla quale dedicò una parte significativa della sua vita. Si tratta sicuramente di un luogo che, per molte persone, ha rappresentato molto più del semplice “posto di lavoro”: è stato un punto di riferimento professionale e sociale, dove ritrovarsi e creare nuovi legami. Certamente fonte di speranza in un futuro migliore per sé e per la propria famiglia…

Cosa ci dice la classifica degli ipermercati francesi

Gli ipermercati  Carrefour, oltre ad avermi formato ed affascinato, erano un punto di riferimento anche per il nostro lavoro operativo: con il dottor Alessandro D’Este e altri buyer, visitavamo spesso quelli di Antibes (primo in classifica) e di Nizza (Lingostière, settimo in classifica). Da queste visite sono arrivate molte conferme per il cammino che stavamo intraprendendo in Esselunga con il biologico, il marchio privato  ma anche per i salumi ed i formaggi tagliati e venduti davanti alla gastronomia, in un banco a sè, self- service..

Giuseppe Caprotti e gli studi: Parigi e il senso della ricerca

Voglio rimanere tra libri e documenti d’archivio, da solo, senza vedere nessuno o quasi, per lunghe giornate? Oppure voglio lavorare confrontandomi tutti i giorni con il mondo reale? La risposta arriverà anni dopo; insegnare mi sarebbe piaciuto. Ma anche il bilancio della mia esperienza “nel mondo reale”, come scrive Kundera, non sarà stata “un sogno”: Esselunga è stata una grande passione, mi sono divertito e ho fatto, usando un anglicismo, “cose buone”.

Gli amici dei Caprotti: Andrea Solbiati, il gentleman dello sport

Andrea Solbiati (1928 – 2014), erede di un’altra dinastia tessile lombarda, grande tennista e appassionatissimo di calcio, di profonda fede milanista, fu colui che mi fece conoscere i miei idoli di bambino, a cominciare da Gianni Rivera. Alla fine degli anni ’80, con Federico Castelbarco Albani, fondò la squadra di calcio del “Clubino”, in cui ho giocato per più di 10 anni . Conservo ancora oggi dei libri sul calcio che mi ha donato Andrea, e che mi sono particolarmente cari, come lo fu – e lo è ancora – lui.

Le amiche di mia madre, Giorgina Venosta : Lina Sotis e Silvia Tofanelli

La prima fotografia proviene da una serie scattata al secondo addio al nubilato di Lina, nel novembre 1993, alla vigilia del suo matrimonio con Marco Romano, un avvenimento che la stessa Sotis ricordava con nostalgia anche in un’intervista per «il Giornale» nell’aprile 2015: “Sì, è stato bello. Letture, musica, bellissimo. C'erano Natalia Aspesi, Inge Feltrinelli, Rosellina Archinto, Stella Pende, Gioia Marchi Falck , Mita De Benedetti, Antonella Camerana, Giorgina Venosta…”.

Guido Venosta, la Pirelli e i “dischi per l’Airc”

I "dischi per l'AIRC" furono un'importante iniziativa di beneficenza: il primo dei dischi, intitolato Cantautori s.r.l. (speranze-rabbie libertà), uscì nel 1979 ed è un disco unico e storico, perché riunisce per la prima volta 13 canzoni di altrettanti cantautori ( Lucio Dalla, Francesco Guccini, Alan Sorrenti, Edoardo Bennato, Luciano Rossi, Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Alberto Radius, Eugenio Finardi, Ivan Graziani, Angelo Branduardi, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni ), creatori e protagonisti di un nuovo modo di fare musica