“Le ossa dei Caprotti”. Una storia italiana, oltre il falso mito del fondatore di Esselunga

Nel 1995 vengono lanciati i prodotti Naturama. Nel 1998 vengono inseriti i prodotti del commercio equo e solidale a marchio Ctm Altromercato. Nel 1999 vengono lanciati i prodotti Esselunga bio . Nel 2001 vengono lanciate le banane bio Esselunga del commercio equo e solidale. Nel 2002 vengono lanciati i prodotti confezionati equo solidali Esselunga bio in collaborazione con l’allora Ctm Altromercato. Caffè, cacao, cioccolato, zucchero e così via.

Chicago 1987, prima dei superstore

Charles Fitzmorris, il fornitore di servizi informatici di Esselunga, convince mio padre a farmi andare in America per fare esperienza. Mi mette in contatto con la famiglia di un suo cliente, Dominick Di Matteo, che ha una catena di supermercati a Chicago. In due anni di permanenza, durante i quali farò tutta la gavetta interna iniziando come operaio generico, imparerò le basi per poi mettere a frutto anche a Milano quello che diventerà il grande cambiamento, il salto di qualità che farà la fortuna di Esselunga.

Giuseppe Caprotti: La guerra per l’Esselunga – “Succession” all’italiana – PDR 5 febbraio 2024

Giuseppe Caprotti è stato protagonista di un durissimo scontro con il padre Bernardo Caprotti per la successione a capo del gruppo Esselunga. Ha raccontato questo lungo conflitto pieno di colpi di scena nel libro “Le ossa dei Caprotti”. Abbiamo parlato di come è nata Esselunga, del rapporto padre e figlio all’interno di una delle principali dinastie imprenditoriali italiane, di capitalismo famigliare, di supermercati, di Cia, dei Rockefeller e d’intelligenza artificiale

La mia querela a Stefano Lorenzetto: il “giro d’Italia” di una giustizia che non funziona

Il 29 luglio 2012 Il Giornale.it pubblicava un articolo diffamatorio nei miei confronti del Sig. Stefano Lorenzetto. Susseguentemente lo querelavo. Da quel dì il fascicolo è passato da Milano, Verona, Roma, Verona, Monza, Catania, di nuovo a Verona e ancora a Milano..! Vicenda ridicola . Anche perché quando Bernardo Caprotti mi querelò i tempi furono molto più brevi: la mia intervista era del 2013 e venni rinviato a giudizio nel 2014.

Due stonature nelle vicende dei Caprotti: Januaria Piromallo, marchesa dei duchi etc., e Maria Cristina Busi Ferruzzi, “principessa della Coca – Cola”

Le vicenda di Maria Busi Ferruzzi è riportata nel libro “Le ossa dei Caprotti” perchè esemplificativa di come un fornitore possa diventare un servo. Su Januaria Piromallo, marchesa Capece Piscinelli di Montebello dei duchi di Capracotta ho invece steso un velo pietoso

San Paolo, Brasile, il battesimo lavorativo di Giuseppe Caprotti, 1979

Conseguita la maturità seguo il mio migliore amico, che è brasiliano, a San Paolo. Mio padre non apprezza la decisione, ma la appoggia; trovo il mio primo lavoro, operaio nella filiale della catena francese Carrefour di cui allora è responsabile un amico di papà, Francesco De Marchi, che mi porta anche a visitare diverse località brasiliane. È un battesimo lavorativo di fuoco, ma mi lascia l’ottimo ricordo di un’esperienza importante.

Giuseppe Caprotti ritratto quale Benefattore della Fondazione Ca’ Granda, 2023

Quando mia madre Giorgina mi passò il testimone della Fondazione Guido Venosta, creata in memoria di suo padre e mio nonno, eravamo nel pieno della pandemia di Covid-19. Quale Presidente ho quindi cercato d’intervenire il più possibile con aiuti concreti per fronteggiare l’emergenza; tra questi figura la donazione di 12 posti letto di Terapia Intensiva, al Policlinico di Milano. E la Fondazione che lo dirige, come da secolare tradizione iniziata nel 1459, ha reso merito a questa beneficenza dedicandomi un ritratto