James Hugh Angleton: il dopoguerra, il ritorno negli Stati Uniti
James Hugh Angleton è il Presidente della Camera di commercio statunitense a Milano negli anni Trenta; sa entrare nei “posti giusti” e riesce a costruirsi una rete di conoscenze utile a fargli sentire sempre il polso della situazione economica e politica del Paese. Lascia l’Italia in guerra nel settembre del 1941; per poi tornarvi due anni dopo da militare e agente dell’intelligence. Nel dopoguerra si stabilisce a Roma, dove continua la sua attività e riassume la carica di Presidente della Camera di Commercio statunitense, ma negli anni Sessanta torna definitivamente nella sua città negli Stati Uniti, dove muore nel 1973.James Hugh Angleton (1888 – 1973): i primi anni, la famiglia, l’Italia
La vita di James Hugh Angleton è un esempio delle sfide affrontate e delle opportunità colte dagli statunitensi di medio ceto nel ventesimo secolo. Nato in una famiglia modesta dell'Illinois, incarna il sogno americano di un "self-made man". La sua vita è segnata da scelte professionali che lo portano a diventare un imprenditore di successo e un attore importante nel commercio tra gli Stati Uniti e l'Italia, in particolare durante un periodo di turbolenze politiche e guerre. Ufficiale decorato del controspionaggio di guerra, forse proprio per questo ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita di Esselunga.Marco Brunelli, l’amico – nemico dei Caprotti
L’imprenditore che diventerà uno dei protagonisti della grande distribuzione in Italia nasce quale antiquario, e tra i più quotati di Milano. Sua è l’organizzazione di una mostra memorabile alla Villa Reale, nel 1955, dedicata al “Settecento veneziano”; tra i prestatori delle opere i più bei nomi della città e non solo, vi figura anche mia nonna Marianne [Maire in Caprotti]. E tra i collezionisti d’arte più importanti del periodo che erano clienti anche di Brunelli c’era James Hugh Angleton, presidente della American Chamber of Commerce in Italia.Giorgina Venosta – Ritratti: Giorgina e il lavoro
Mia madre inizia a lavorare per necessità, dopo la separazione da mio padre Bernardo Caprotti che non le ha lasciato nulla. Dopo diverse esperienze, diventa dirigente della casa d’aste Christie’s di Milano, quindi costituisce la società “Consulenza d’arte”, in qualità di esperta gemmologa.Guido Venosta, l'”illustre creatore dell’Associazione per la ricerca sul cancro”
“Se la ricerca oncologica italiana è oggi all’avanguardia in campo internazionale un sicuro merito va a Guido Venosta”
Umberto Veronesi e Giuseppe Della Porta su Fondamentale, 5 aprile 1998
Ercole Marelli e Manifattura Caprotti: prima industriali, poi parenti
Il confronto tra la Ercole Marelli e la Manifattura Caprotti evidenzia non solo le differenze nei settori industriali – la Marelli, fondata nel 1899, opera nel settore elettromeccanico, la Caprotti, nata come industria nel 1840, opera in quello tessile -, ma anche come entrambe rappresentino storie significative dell'industria italiana, ed esplorare le loro storie offre spunti interessanti sulle dinamiche economiche e sociali in Italia.Giuseppe Caprotti e il suo libro: “Le ossa dei Caprotti”, a Barolo
Presentato nella cantina L’Astemia Pentita, il racconto della famiglia che ha cambiato gli italiani. Un grande grazie a Sandra Vezza per aver insistito per farmi parlare di Le ossa dei Caprotti nella sua cantina e a Marcello Pasquero con il quale ho dialogato molto piacevolmente
Prossimità moderna: i supermercati di medie dimensioni trainano il mercato
La fascia dei supermercati e i discount con metrature comprese tra 801 e 1.500 metri quadrati ha raggiunto un fatturato pari a 40 miliardi di euro. Un valore che non solo è nettamente superiore agli altri formati, ma che conferma in modo inequivocabile come sia proprio in questa fascia dimensionale che si stia giocando la partita più importante all’interno della grande distribuzione organizzata
Aldi subentra a Bennet in Viale Monza a Milano: cosa significa?
Cosa sta succedendo nella distribuzione? Si scopre che “Nell’ultimo anno il 20% delle famiglie ha cambiato il giudizio sull’insegna con il miglior rapporto qualità/prezzo… contano lo scenario concorrenziale locale, così come la qualità dei prodotti e dei reparti. Tra questi ultimi l’ortofrutta resta il più importante (57% delle famiglie) …












