“Le ossa dei Caprotti” : la differenza tra cronaca giornalistica e storia

Tra il giornalismo, la saggistica politica e la Storia, la differenza, secondo me, sta nella ricerca, che nella seconda, è molto più approfondita e si basa, prima di tutto, sullo studio di documenti e archivi. Ma il valore aggiunto di questo libro è stato anche il contributo di persone che hanno lavorato o sono state vicine ad Esselunga, una società ad imprenditorialità molto più diffusa di quanto si possa pensare

Giuseppe Caprotti e la storia del caffè arabica, tesoro dello Yemen

La popolarità del consumo di caffè in Yemen inizia nel XV secolo  e sino alla fine del XVII  secolo l'approvvigionamento mondiale di caffè proviene quasi interamente da lì. Tra i commercianti che trattano il caffè c’è anche Giuseppe Caprotti in contatto con il mio trisnonno Giuseppe caprotti, detto Beppo

Esselunga Sottocasa, piccoli negozi, grandi opportunità: perché investire nel formato di prossimità

I negozi di prossimità si adattano perfettamente alla struttura urbana italiana: nei centri minori sono l’unica soluzione realmente sostenibile, mentre nelle grandi città, come il centro di Milano, il formato ridotto è spesso l’unica opzione logisticamente ed economicamente praticabile

Il risultato operativo di Esselunga

Una delle tante storielle che sono circolate sul mio conto è che avrei portato ad Esselunga dei risultati economici scadenti per il 2003 e che ciò avrebbe portato alla mia rimozione. Niente di più falso. Se si guardano  i numeri si può notare come il Ros  del 2003, paragonato a quello degli inizi degli anni ’90 fosse decisamente migliorato , anche grazie ad un’attenta gestione dei contratti con i fornitori (vedi l’esempio di Barilla) e  alle negoziazioni effettuate nella Centrale ESD

I Caprotti alla lontana: Luigi e Giuseppe, esploratori e commercianti a Sanaa (Yemen), 1880 – 1918

I fratelli Luigi e Giuseppe Caprotti nacquero in una frazione di Besana Brianza (MB), alla metà dell’Ottocento. Luigi fu il primo ad arrivare nello Yemen stabilendosi nella capitale Sanaa. Tra i pochissimi occidentali residenti stabilì per primo fruttuosi contatti con le popolazioni locali, che dopo la sua morte il fratello Giuseppe proseguì per oltre 30 anni