Gli antenati dei Caprotti: i bisnonni materni, Giuseppe Venosta e Argia Neri Venosta, genitori del nonno Guido
Giuseppe Venosta (1880 – 1939) fu un ingegnere che lavorò tutta la sua vita alla Pirelli sino alla morte per cancro, una malattia all’epoca incurabile di cui fu vittima anche la moglie Argia, una decina d’anni dopo di lui. Suo figlio Guido, mio nonno, molti anni dopo s’impegnò molto nella lotta contro il male che aveva ucciso il padre e, un decennio dopo, anche la madre.Gli antenati dei Caprotti: Piero Portaluppi, fratello della bisnonna Adele, 1938
La bisnonna Adele era sorella dell’architetto Piero Portaluppi, che progettò molti importanti edifici milanesi quali Villa Necchi Campiglio, il Planetario Civico dei giardini di Porta Venezia, il palazzo dell’Arengario. Nella fotografia Piero Portaluppi è con la moglie Lia, nel 1938.I Caprotti e le proprie radici: l’albero genealogico della famiglia materna
Nell’immagine sorridono, in un unico quadro creato per il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio, il mio bisnonno Umberto Quintavalle all’epoca delle nozze e in divisa, la moglie Adele Portaluppi, anche lei in doppia veste di giovane sposa e attuale moglie e madre, le due figlie gemelle Ida e Luisa (mia nonna), e il figlio Ferruccio, detto “Illo”.I Caprotti e le ossa: “Tomba di famiglia, atto secondo: alti e schietti”, 2009
Nel 2009 chiude la Manifattura Caprotti ad Albiate. Anche se la fabbrica da qualche anno non è più dei Caprotti, è naturale che il sindaco Filippo Viganò si rivolga a Bernardo per cercare di limitare le pesanti ricadute sociali che tale chiusura avrà sul paese. Bernardo risponde con una lunga lettera, in cui liquida brevemente (ma non malamente) la questione Manifattura, per dilungarsi sul ben più grave problema dei cipressi del cimitero di Albiate, che sconsiderati giardinieri potano malamente impedendo loro di crescere “alti e schietti” come dovrebbero.Le ossa dei Caprotti: la tomba di famiglia, atto primo, 1997
Nel 1997 papà e i fratelli non si parlano ormai da chissà quanti anni. Pochi giorni prima di Natale, Bernardo dà il via a quello che nel tempo trasformerà in un vero e proprio tormentone. Nel cimitero di Albiate, la cappella di famiglia necessita di urgenti restauri perché importanti infiltrazioni d’acqua compromettono sia la struttura, sia i feretri che vi sono conservati. Quello che colpisce nel modo in cui Bernardo riferisce i fatti a Guido e Claudio è la meticolosità delle descrizioni. Racconta con precisione ogni dettaglio, non risparmiando loro le fotografie delle casse malridotte e magari aperte, compresa quella del loro papà Peppino.Le ossa dei Caprotti: San Valerio martire, III-IV sec. d.C.
Il perchè del titolo "Le ossa dei Caprotti"I Caprotti e le ossa: Milano, Cappella Santuario di San Bernardino alle Ossa, sec. XVII
Quando, da bambini, possiamo trascorrere del tempo libero con nostro padre, una delle mete predilette è il seicentesco Oratorio di San Bernardino alle Ossa, il cui interno è decorato da centinaia di ossa e teschi esumati dal cimitero del vicino Ospedale del Brolo disposte nelle nicchie, sul cornicione, adornando i pilastri, fregiando le porte. E questo particolare, che agli occhi e all’immaginazione di noi bambini risulta piuttosto macabro, ci impressiona molto. Ossa e cimiteri saranno quasi una sorta di ossessione, nella vita di Bernardo.“Le ossa dei Caprotti”, quasi un manuale degli errori da non fare in famiglia
Tanti sbagli ma ricordo che avevo promesso di salvaguardare Esselunga e ho mantenuto questa promessa, fatta alla lettura del testamento di mio padre
“Amici e Nemici” dell’11 novembre 2023, Giuseppe Caprotti parla di Le ossa dei Caprotti
In questa intervista nel programma “Amici e Nemici”, condotto da Lucia Annunziata e Daniele Bellasio, parlo del mio libro “Le…
Presentazione del libro “Le ossa dei Caprotti”, Feltrinelli, Milano 8 novembre 2023
Giuseppe Caprotti, intervistato da Barbara Sorrentini, presenta il suo libro “Le ossa dei Caprotti”. Mercoledì 8 novembre ore 18:30 Feltrinelli…












