La mia querela a Stefano Lorenzetto: il “giro d’Italia” di una giustizia che non funziona

Il 29 luglio 2012 Il Giornale.it pubblicava un articolo diffamatorio nei miei confronti del Sig. Stefano Lorenzetto. Susseguentemente lo querelavo. Da quel dì il fascicolo è passato da Milano, Verona, Roma, Verona, Monza, Catania, di nuovo a Verona e ancora a Milano..! Vicenda ridicola . Anche perché quando Bernardo Caprotti mi querelò i tempi furono molto più brevi: la mia intervista era del 2013 e venni rinviato a giudizio nel 2014.

Due stonature nelle vicende dei Caprotti: Januaria Piromallo, marchesa dei duchi etc., e Maria Cristina Busi Ferruzzi, “principessa della Coca – Cola”

Le vicenda di Maria Busi Ferruzzi è riportata nel libro “Le ossa dei Caprotti” perchè esemplificativa di come un fornitore possa diventare un servo. Su Januaria Piromallo, marchesa Capece Piscinelli di Montebello dei duchi di Capracotta ho invece steso un velo pietoso

San Paolo, Brasile, il battesimo lavorativo di Giuseppe Caprotti, 1979

Conseguita la maturità seguo il mio migliore amico, che è brasiliano, a San Paolo. Mio padre non apprezza la decisione, ma la appoggia; trovo il mio primo lavoro, operaio nella filiale della catena francese Carrefour di cui allora è responsabile un amico di papà, Francesco De Marchi, che mi porta anche a visitare diverse località brasiliane. È un battesimo lavorativo di fuoco, ma mi lascia l’ottimo ricordo di un’esperienza importante.

Giuseppe Caprotti ritratto quale Benefattore della Fondazione Ca’ Granda, 2023

Quando mia madre Giorgina mi passò il testimone della Fondazione Guido Venosta, creata in memoria di suo padre e mio nonno, eravamo nel pieno della pandemia di Covid-19. Quale Presidente ho quindi cercato d’intervenire il più possibile con aiuti concreti per fronteggiare l’emergenza; tra questi figura la donazione di 12 posti letto di Terapia Intensiva, al Policlinico di Milano. E la Fondazione che lo dirige, come da secolare tradizione iniziata nel 1459, ha reso merito a questa beneficenza dedicandomi un ritratto

I Caprotti e gli animali: Giorgina Venosta in viaggio di nozze, 1958

L’amore per gli animali, e i cani in particolare, è sempre stato una costante in famiglia. La mamma aveva sempre un cagnolino in braccio appena poteva, come in questa fotografia, appartenente ad una serie scattata da mio padre Bernardo, che la vede in viaggio di nozze in Francia (si sposarono nel novembre 1958) con un cucciolino in grembo. Per questo suo amore uno dei progetti della Fondazione Guido Venosta, che io presiedo, ha supportato la Fondazione Progetto Arca Onlus, che ha potuto così acquistare una cascina a Baggio per farne un centro di accoglienza destinato ai senza dimora con cani, solitamente rifiutati dalle altre istituzioni.

I Caprotti e gli animali: Teo, anni ’70

Fanno bene, gli animali, salvano da tante cose. Per questo uno dei progetti della Fondazione Guido Venosta, intitolata a mio nonno materno e che io presiedo, ha finanziato la Fondazione Progetto Arca onlus, che ha potuto così acquistare una cascina di circa 500 mq nel quartiere di Baggio a Milano per avviare “Cascina Vita Nova – Giorgina Venosta”, inaugurata nel 2021, un importante progetto di accoglienza rivolto ai senza dimora con cani, solitamente rifiutati dalle altre istituzioni e che i loro “umani” non abbandonano mai.