I Caprotti e i supermarket: Marco Brunelli, Bernardo Caprotti e Giorgina Venosta al “Cervo d’Oro” di Cortina, febbraio 1958

Fin da subito, Marco Brunelli faticò ad andare d’accordo con Bernardo Caprotti. I primi dissapori cominciarono a manifestarsi in maniera palese all’inizio del 1960. Nel mese di maggio, Brunelli e mio zio Guido fondarono insieme una catena di supermercati che aveva l’obiettivo di puntare su Roma, la città che gli uomini della IBEC avevano scartato...

I Caprotti e i supermarkets: Guido Caprotti con Marco Brunelli e due amiche, anni ‘50

Marco Brunelli, amico fraterno di Guido Caprotti dai tempi del liceo, appartenente a una delle famiglie più in vista di Milano, fu colui che per primo entrò in contatto con l’americana IBEC e il suo progetto di aprire una serie di supermercati in Italia, e vi fece entrare anche Guido e Bernardo. Si sfata così, almeno in parte, la storia sempre narrata in famiglia che, grazie a una fortunosa conversazione udita al Grand Hotel di St. Moritz, i Caprotti fossero entrati da protagonisti nella trattativa insieme a Brunelli. Questi divenne, in seguito, il primo presidente della Supermarkets Italiani, poi Esselunga.

I Caprotti e i supermercati: l’importanza di Guido (1929 – 2012)

Guido, fratello di Bernardo e Claudio, con l’aiuto dell’amico Marco Brunelli riesce a far sì che la famiglia Caprotti, con altri azionisti, entri in società con la Ibec di Nelson Rockefeller per creare una catena di supermercati in Italia. Fu sempre con Brunelli che, qualche anno dopo, diventa cofondatore della GS (Generale Supermercati)

I Caprotti e la famiglia: mio padre Bernardo, 1925 – 2016

L’immagine di quasi cent’anni fa rimanda un bimbo chiaro e ricciuto, sicuro e sorridente. L’adulto ormai stempiato a suo agio sul divano nella seconda foto era già mio padre. Da lui ho ricevuto moltissimo in ogni senso, dal benessere in cui sono cresciuto alla possibilità, grazie alla sua insistenza, di fare un mestiere che è diventata una passione. Purtroppo al suo lato oscuro devo anche la fine di quello stesso lavoro e gli anni che mi sono stati sottratti.

I Caprotti e gli amici: Guido Vergani, giornalista, amico di Claudio e di Giorgina, anni’90 ca.

Durante un viaggio verso Teheran per incontrare lo scià di Persia [Rockefeller] fa tappa a Milano e, per suggellare l’alleanza con i soci italiani, si reca con la moglie Mary a far loro visita. Nel programma è prevista anche una cena dai Caprotti ma la sera prima Guido Vergani, che diventerà un celebre giornalista ma all’epoca non è ancora ventenne ed è amico di Claudio Caprotti, va a trovarlo, e nell’agitazione del momento apre il frigorifero e senza che alcuno se ne accorga mangia tutti gli involtini che la nonna Marianne ha fatto cucinare per l’occasione. La cena è un successo anche senza gli involtini, ma quell’episodio farà arrabbiare Marianne ancora molti anni dopo.

I Caprotti e la guerra: le medaglie del nonno Peppino, post 1919

Il cofanetto, conservato tra i cimeli di del nonno Peppino, contiene la Medaglia della Vittoria, concessa ai militari che avessero partecipato alla Prima Guerra Mondiale, e la croce dell’Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa, attribuita forse a Peppino, forse a un altro Caprotti benemerito. Sulla divisa, anch’essa conservata tra i cimeli di mio nonno, i due nastri del Distintivo per le Fatiche di guerra e quello della Medaglia della Vittoria.

A Firenze «nella città-laboratorio di Esselunga. Ma quanta ostilità»

Giuseppe Caprotti parla del suo libro alla Feltrinelli: Firenze e Esselunga, un legame che inizia nel 1961 quando l’azienda esce per la prima volta dai confini lombardi per aprire un supermercato nel capoluogo toscano, in via Milanesi. E dove poi all’inizio degli anni Novanta nascerà il primo superstore a Novoli.