ITALIANS, Lettera, Le ossa dei Caprotti
il dottor Melesi ha capito : questo libro tratta di storia. Ma è soprattutto cronaca di dolore ed occasioni mancate
I Caprotti e i supermarkets: Guido Caprotti con Marco Brunelli e due amiche, anni ‘50
Marco Brunelli, amico fraterno di Guido Caprotti dai tempi del liceo, appartenente a una delle famiglie più in vista di Milano, fu colui che per primo entrò in contatto con l’americana IBEC e il suo progetto di aprire una serie di supermercati in Italia, e vi fece entrare anche Guido e Bernardo. Si sfata così, almeno in parte, la storia sempre narrata in famiglia che, grazie a una fortunosa conversazione udita al Grand Hotel di St. Moritz, i Caprotti fossero entrati da protagonisti nella trattativa insieme a Brunelli. Questi divenne, in seguito, il primo presidente della Supermarkets Italiani, poi Esselunga.I Caprotti: LEGGENDA
Il confine fra realtà e racconto è a volte sottile, quasi impercettibile. Ma arriva un tempo in cui ricostruire è necessario: la toilette dell’Hotel Palace a St. Moritz, le conversazioni origliate, la nascita di Esselunga. La storia, quella vera, è un’altra.I Caprotti e i supermercati: l’importanza di Guido (1929 – 2012)
Guido, fratello di Bernardo e Claudio, con l’aiuto dell’amico Marco Brunelli riesce a far sì che la famiglia Caprotti, con altri azionisti, entri in società con la Ibec di Nelson Rockefeller per creare una catena di supermercati in Italia. Fu sempre con Brunelli che, qualche anno dopo, diventa cofondatore della GS (Generale Supermercati)I Caprotti e la famiglia: mio padre Bernardo, 1925 – 2016
L’immagine di quasi cent’anni fa rimanda un bimbo chiaro e ricciuto, sicuro e sorridente. L’adulto ormai stempiato a suo agio sul divano nella seconda foto era già mio padre. Da lui ho ricevuto moltissimo in ogni senso, dal benessere in cui sono cresciuto alla possibilità, grazie alla sua insistenza, di fare un mestiere che è diventata una passione. Purtroppo al suo lato oscuro devo anche la fine di quello stesso lavoro e gli anni che mi sono stati sottratti.I Caprotti e gli amici: Guido Vergani, giornalista, amico di Claudio e di Giorgina, anni’90 ca.
Durante un viaggio verso Teheran per incontrare lo scià di Persia [Rockefeller] fa tappa a Milano e, per suggellare l’alleanza con i soci italiani, si reca con la moglie Mary a far loro visita. Nel programma è prevista anche una cena dai Caprotti ma la sera prima Guido Vergani, che diventerà un celebre giornalista ma all’epoca non è ancora ventenne ed è amico di Claudio Caprotti, va a trovarlo, e nell’agitazione del momento apre il frigorifero e senza che alcuno se ne accorga mangia tutti gli involtini che la nonna Marianne ha fatto cucinare per l’occasione. La cena è un successo anche senza gli involtini, ma quell’episodio farà arrabbiare Marianne ancora molti anni dopo.L’amico di Peppino Caprotti: Nando Angeloni, anni ‘40
Le fortune economiche del nonno Peppino spostarono il baricentro della famiglia dalla campagna di Albiate a Milano. Grazie a Nando Angeloni, amico fraterno che si occupava di tutte le questioni burocratiche ed economiche della famiglia, aveva preso casa in via del Lauro ed era entrato in contatto con le più importanti famiglie della città.I Caprotti e la guerra: le medaglie del nonno Peppino, post 1919
Il cofanetto, conservato tra i cimeli di del nonno Peppino, contiene la Medaglia della Vittoria, concessa ai militari che avessero partecipato alla Prima Guerra Mondiale, e la croce dell’Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa, attribuita forse a Peppino, forse a un altro Caprotti benemerito. Sulla divisa, anch’essa conservata tra i cimeli di mio nonno, i due nastri del Distintivo per le Fatiche di guerra e quello della Medaglia della Vittoria.I Caprotti e la scuola: mio nonno Giuseppe Caprotti detto Peppino allievo all’Institut Dr. Schmidt, S. Gallo, Svizzera, 1909 ca.
Il piccolo Giuseppe Caprotti fu mandato a studiare al severissimo collegio svizzero Institut Dr. Schmidt (oggi Institut auf dem Rosenberg) quando aveva 10 anni, nel 1909; in questa foto in costume tipico è il primo a destra.A Firenze «nella città-laboratorio di Esselunga. Ma quanta ostilità»
Giuseppe Caprotti parla del suo libro alla Feltrinelli: Firenze e Esselunga, un legame che inizia nel 1961 quando l’azienda esce per la prima volta dai confini lombardi per aprire un supermercato nel capoluogo toscano, in via Milanesi. E dove poi all’inizio degli anni Novanta nascerà il primo superstore a Novoli.
Esselunga, saga familiare, consumismo e comunismo
“Le ossa dei Caprotti” (Feltrinelli) è un libro avvincente come un romanzo che racconta la storia della catena più antica d’Italia












