Esselunga- Rewe: la joint venture Penny Market

“… Decidiamo di stringere un accordo con il gigante tedesco Rewe per creare una catena di discount che si chiamerà Penny Market, controllata con quote paritetiche del 50 per cento. … Voto a favore della proposta di nostro padre, mentre il suo storico avvocato Alfonso Pellegatta è contrario…” Le ossa dei Caprotti, pagina 169

Luisa Quintavalle, “signora grandi firme”

La nonna Luisa era un’affascinante misto d’intelligenza, cultura, moda e leggerezza. Traduttrice dal francese e dall’inglese per le maggiori case editrici nazionali, autrice di un volume di poesie, aveva anche una parte amante della “bella vita”. Non mancava a un evento, a una riunione, a una prima della Scala, e la si notava sempre, bella fra le belle, tanto da essere più d’una volta ritratta nelle vignette della celebre giornalista e illustratrice Bruna Mateldi Moretti, oggi ormai “riconosciuta (…) quale figura chiave del nostro novecento culturale”.

La storia della famiglia che ha creato il mito Esselunga

Dopo anni di meticolosa ricerca e ricostruzione storica, è uscito il mio nuovo libro: “Le ossa dei Caprotti”. Al centro della narrazione, le vicende della mia famiglia a partire dall’attività tessile di inizio ’800, fino alla nascita e sviluppo di Esselunga, sfatando miti e leggende  

Isola d’Elba, Tenuta delle Ripalte, il paradiso perduto dell’infanzia

Poco prima della Seconda guerra mondiale Umberto Quintavalle, vicepresidente della Magneti Marelli nonché mio bisnonno materno, acquista la meravigliosa tenuta delle Ripalte, all’Isola d’Elba, e ne fa un luogo di delizie soprattutto per la caccia, ma anche per il soggiorno di parenti e amici. Quando il bisnonno Umberto muore nel 1959, la proprietà passa a una delle sue figlie, mia nonna Luisa Quintavalle, sposata in seconde nozze al marchese Nicolò Theodoli. Con lei, i periodi estivi alle Ripalte sono uno dei più bei ricordi dell’infanzia.

Lo zio Beppe Venosta: una personalità originale e fuori dagli schemi

Originale e rivoluzionario Lo zio Beppe, il fratello di mia madre Giorgina, fu un tipo originale e rivoluzionario, una gran barba alla Carlo Marx e una partecipazione attiva al Sessantotto e al “sessantottinismo” che ne seguì. Giornalista di gran classe, corrispondente estero dal Medio Oriente per parecchi anni, persona ironica e provocatoria, morì di cancro, quella malattia che suo padre, il nonno Guido Venosta, aveva combattuto così a lungo e così efficacemente con l’AIRC. Il nonno fortunatamente non dovette vederlo, essendo morto l’anno prima.

Claudio Caprotti: Supermarkets italiani (Esselunga), formazione in America, negozi in Toscana, un successo

Una volta laureato, Claudio si affaccia all’azienda dove già sono impegnati i suoi due fratelli maggiori, mio padre Bernardo e mio zio Guido. In un’intervista pubblicata nel 1968 in un quotidiano americano, l’autrice lo definisce uno dei ragazzi che “faceva prodigi” alla Supermarkets italiani.

Guido Caprotti, il fratello meno famoso

Guido Caprotti è stato uno dei pionieri della grande distribuzione in Italia, socio fin dall’inizio della 'Supermarkets italiani' (poi Esselunga), fondò in seguito con Marco Brunelli 'La Romana Supermarkets' (poi GS). Successivamente acquistò insieme ai fratelli la maggioranza di Esselunga dagli americani. Nonostante questo ruolo, il suo nome è rimasto ai margini del racconto pubblico. Ingiustamente. Perché all’intuizione sua e di Brunelli si deve una parte importante dell’avvio della moderna distribuzione in Italia. Non a caso, già nel 1959, La Stampa lo definì “un gigante dell’imprenditoria”.

Il ponte di Albiate e il sindaco Peppino Caprotti

Ai primi degli anni ’50 l’ottocentesco ponte di Albiate, costruito all’epoca di carri e carretti è ormai  inadeguato al traffico dei moderni veicoli ed è troppo basso per non subire le piene del Lambro. La Giunta comunale guidata da Peppino Caprotti, mio nonno, eletto sindaco nell’estate del 1951 inizia ad occuparsene, perché proprio in quell’anno il Lambro tracima ancora. Nel suo breve periodo a capo dell’amministrazione comunale albiatese (morirà in un incidente d’auto l’anno successivo), Peppino ha il tempo di porre le basi per l’importante progetto di rifacimento del ponte.

Peppino Caprotti, Alberto Sartoris e i progetti della scuola e della cappella di famiglia, ad Albiate

Dopo la Prima guerra mondiale, Albiate visse una fase di forte trasformazione e nel 1929 inaugurò il nuovo palazzo comunale, destinato a municipio, scuole e ambulatorio, anche come memoria dei 60 caduti e dispersi del paese. L’edificio fu realizzato grazie a una sottoscrizione collettiva e al contributo di alcune famiglie benefattrici, tra cui i Caprotti. Negli archivi di Villa San Valerio emerge la corrispondenza tra mio nonno Peppino Caprotti e l’architetto Alberto Sartoris, incaricato di progettare sia il palazzo sia la cappella di famiglia nel cimitero di Albiate.