I Caprotti e la famiglia: Giorgina Venosta con il piccolo Giuseppe a St. Moritz, 1964
La bellezza delle montagne e della neve, oltre alla passione per lo sci (ci mettevano le racchette in mano appena riuscivamo a camminare da soli), furono il palcoscenico di indimenticabili momenti familiari, come questo scatto con mia mamma Giorgina a St. Moritz, nel 1964. Era lì, a casa di suo padre, il nonno Guido, che noi figli riuscivamo a vederla più spesso dopo la separazione da nostro padre.I Caprotti e il cinema: Niccolò Theodoli con Aldo Fabrizi, 1958
Niccolò Theodoli, il secondo marito della nonna Luisa, era un produttore cinematografico e televisivo. Infatti, come molti, affiancava la produzione di film anche di successo (vinse un David di Donatello per Racconti romani del 1955), alla lavorazione di sketches per la televisione.Esselunga Bio, “l’avventura del biologico” 2
Come Esselunga era arrivata al 9% di food a lotta integrata o bio? La storia dagli anni ’90 fino ai giorni nostri, passando anche per il commercio equo e solidale
I Caprotti e il cinema: fuoriscena di Walter Chiari e Lucia Bosè al Sestriere, 1951
È L'amor che mi rovina (1951), prodotto da Niccolò Theodoli, il secondo marito della nonna Luisa, ebbe un buon successo di cassetta e recensioni tutto sommato positive, se non per la vicenda, in genere considerata insulsa, per l’ottima regia e recitazione.I Caprotti e il cinema: la nonna materna Luisa, risposata Theodoli, con Silvana Pampanini, 1951
Le fortune di Luisa Quintavalle si dissolvono durante il secondo matrimonio. Luisa e Niccolò Theodoli mantengono un tenore di vita altissimo, e i loro investimenti si riveleranno disastrosi sia nell’immobiliare che nel cinema, pur producendo film di registi celebri come Mario Soldati e Gianni Franciolini, con il quale Niccolò riesce a vincere il David di Donatello per Racconti romani.La Corsica, i nudisti, Esselunga e Le ossa dei Caprotti
“sto leggendo il tuo bellissimo libro, grazie delle citazioni..” Vincenzo Chierchia
Giorgio Bastonini su Le ossa dei Caprotti
Dall’altra caro Giuseppe Caprotti, mi sono immedesimato in te, ho capito e creduto a come hai raccontato il rapporto con tuo padre (con qualche riserva, me lo concederai), ho percepito il tuo dolore che, per il fatto stesso che questo libro non sia stato [redatto] da uno scrittore professionista non risulta artefatto nè strappalacrime ma vero, come se venisse raccontato a uno sconosciuto durante un’interminabile sosta di un treno.
Le ossa dei Caprotti visto da Not Only Magazine
Sulle questioni politiche “Le ossa dei Caprotti” completa il quadro tracciato da Bernardo Caprotti [in Falce e Carrello] mentre nelle vicende operative – prezzi etc. – lo contraddice, dati alla mano. Se Bernardo rappresenta la tradizione Giuseppe ne è l’innovazione [nei fatti ] : … “Viene nominato il primo direttore di supermercato donna, in viale Jenner, a Milano”.
Sergio Audano su Le ossa dei Caprotti
Libro molto interessante, a volte anche (molto) duro… Si avverte che oltre al manager c’è anche lo storico e direi uno storico di vaglia!












