Flash — Discount : continua la corsa della qualità e delle vendite

Aldi ha varato la birra IPA Brewdog anche in Italia. I discount costruiscono marche.

E soprattutto Aldi è ormai sul podio delle tre aziende più grandi di Europa (fonte Mario Gasbarrino ma altre classifiche certificano questa crescita, inarrestabile).

Prima c’erano Carrefour Tesco e Lidl.

Ora Lidl, Aldi e Carrefour. Per l’Italia leggi : I discount Eurospin e Lidl entrano nella top 20 delle principali società italiane

C’è poi da non dimenticare, nel non food, l’outsider Amazon.

La lezione di qualità di Tesco, tra Covid e Brexit

La situazione generata dalla Brexit , nonostante la mancanza di manodopera, di alcuni articoli sugli scaffali e gli incrementi di costi, sembra meno catastrofica del previsto. Nella GD l’unica novità sta, secondo nell’offerta di Tesco : un percorso di qualità imboccato anche da Coop svizzera a suo tempo. Un esempio da seguire

“Diciamoci la verità: nei prodotti della Gdo c’è poca responsabilità”

Devo dire con sincerità che le informazioni intrinseche nel prodotto sono poche, sia per i prodotti di marca, sia per i prodotti a marchio del distributore (Mdd) … da qualche parte si deve pur cominciare a fare chiarezza, se vogliamo davvero parlare di produzione sostenibile. E allora, perché non iniziare dalle materie prime? Perché non rendere tracciabile tutta la filiera? Perché non premiare le aziende che davvero lo fanno?

Perchè la frutta in gdo è molto spesso immangiabile?

Quest’inverno ho comprato frutta scadente nella “grande distribuzione” (GDO) italiana. Non faccio nomi ma compro cibo in più insegne. Poi mi è capitato di assaggiare questi mandarini italiani (foto sopra) che un mio amico mi ha portato da un paese extra UE e sono rimasto “folgorato”: erano buonissimi. Mi sono domandato : perchè la frutta che trovo nel Nord Italia non è buona? Aggiornato il 9 marzo 2021

E non parlo solo di mandarini ma anche di mele, banane, arance, kiwi, etc