Redatto il 7 ottobre, aggiornato l’8 ottobre 2023
Ci sono le aziende normali e poi ci sono le icone, come Barilla e Ferrero.
Se si osa criticarle si viene attaccati , con una sorta di tifo da stadio. Sono “intoccabili”.
Pochi ne parlano se non per elogiarle.
Nel passato Ferrero sull’etichettatura dei prodotti non ha mai giocato di anticipo e non ha fatto della trasparenza su questo argomento il suo cavallo di battaglia. Anche Barilla si è mossa solo perchè spinta dal mercato.
Il problema era l’olio di palma , in chiaro, sulle etichette della Nutella o dei biscotti.
Con il Nutri- Score – un sistema di etichettatura europeo – Ferrero non si sta muovendo in un modo che le fa onore, perchè se è vero che il Nutriscore è ampiamente migliorabile , come si vede dall’immagine sotto, ha due vantaggi importanti :
- è già ampiamente diffuso in Europa.
- un sistema di etichettatura europeo è assolutamente auspicabile e necessario.
Sarebbe bello che queste due aziende, che rispetto e ammiro, nel futuro, “guardassero avanti” su materie prime ed etichettatura, anticipando le richieste dei mercati.
P.S. : tra l’altro se con questo sistema la “pasta calabrese” ultra trasformata della Maggi (Nestlè) ha, per ora, un punteggio vantaggioso – B è buono, A è il punteggio massimo – l’algoritmo del Nutriscore è in continua evoluzione. E dire solo “NO” non è costruttivo (l’etichettatura Nutrinform, alternativa al Nutri- score, è imbarazzante, non è credibile).


