Flash — Tesco valuta la vendita delle sue attività europee

Redatto l’8 luglio, aggiornato il 14 luglio 2026.

Stando al Financial Times, la catena di supermercati sta valutando con le banche le opzioni per le sue attività in Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, dove impiega oltre 22.000 persone. La vendita dell’azienda porrebbe fine alle ambizioni di Tesco al di fuori del Regno Unito e dell’Irlanda, tra cui il fallimentare tentativo di creare da zero una nuova catena di supermercati negli Stati Uniti.

Avevo visitato un Tesco a Budapest nel 2008 e non ne avevo ricavato una bella impressione .

Le cifre di Tesco aggiornate le trovare qui: il fatturato della divisione dell’Europa Centrale è marginale e pesa un 6,2% sul totale.

I dati relativi all’EBIT (risultato operativo: la riga in blu rappresenta l’evoluzione dell’EBIT dell’Europa Centrale) sotto sono tratti da un successivo articolo del Financial Times  che ricorda a tutti come gli acquisti nella GD avvengano a livello locale, di Paese.

Questo è stato uno dei grandi ostacoli all’internazionalizzazione dI Carrefour, Walmart, Auchan e Rewe, ad esempio: l’impostazione è internazionale ma i prodotti sono , in gran parte,  locali.

Flash — Carrefour apre il primo Match Frais: obiettivo 160 punti vendita entro il 2030

Fonte

Carrefour che, ad oggi, gestisce ipermercati Carrefour, Carrefour Market, Carrefour City, Carrefour Express, Carrefour Contact, Carrefour Montagne, Promocash, Supeco, Atacadao, Carrefour City Potager. Con questa insegna già esistente, come racconta Olivier Dauvers su LinkedIN, vuole sicuramente contrastare Grand Frais.

I supermercati francesi, nell’ortofrutta, hanno gli stessi problemi di quelli italiani.

Ma, visto che il nome Carrefour, sembra di nuovo essere sparito dall’insegna, non si capisce che sinergie, di marketing, di acquisti e di vendite – sui freschi-  ci possano essere con la sede centrale del gruppo che comunque fornirà una parte dell’assortimento (es.: i piatti pronti). Forse solo sulle grandi marche, come Coca-Cola o Nutella Ferrero, che Match, al contrario di Grand Frais, offirà alla sua clientela.

Permane, davanti a questo ennesimo tentativo del gruppo francese, lo scetticismo di chi vi ha lavorato, ha visto in Carrefour un modello ma l’ha anche visto – negli anni – disperdere energie e soldi in continui “esperimenti” sterili. 

Redatto il 7 luglio, aggiornato il 10 luglio 2026

 

 

Flash — Mozzarella del supermercato: la classifica del Gambero Rosso

La classifica pubblicata dal Gambero Rosso vede al primo posto Gioiella (prodotta da Capurso Azienda Casearia), con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop da 6,49 euro per 400 grammi. Seguono Deliziosa, anch’essa con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop, e Pettinicchio, marchio storico dell’Agro Pontino oggi nell’orbita Granarolo.

Guardando la classifica ufficiale, l’ordine (dopo il podio composto da Gioiella, Deliziosa e Pettinicchio) vede prima Todis, poi Esselunga, Centrale del Latte di Roma, Conad, Carrefour, Cuomo e infine Francia (che chiude la top 10). La presenza di private label e marchi del supermercato è interessante perché mostra come, almeno sul piano sensoriale, alcuni prodotti della distribuzione moderna possano competere con marchi caseari più noti.

 

Flash — Francia : con le negoziazioni GDO – IDM la distribuzione eviterebbe incrementi di prezzo pari a +37%

Questa pubblicità è apparsa recentemente su vari quotidiani in risposta ad alcuni attacchi politici alla gestione degli acquisti da parte della distribuzione francese.

Il segnale chiaro per un’Italia che spesso si muove “in ordine sparso” è : la GDO francese (Leclerc, Carrefour, Intermarchè, Système U e Auchan) non ha paura – del governo, dell’antitrust, etc. – ed è unita contro l’Industria di Marca per salvaguardare il potere d’acquisto dei francesi dall’inflazione.

E questo prescinde dalla politica e dalla metodologia utilizzata per calcolare gli eventuali incrementi.

 

Cosa ci dice la classifica degli ipermercati francesi

Gli ipermercati  Carrefour, oltre ad avermi formato ed affascinato, erano un punto di riferimento anche per il nostro lavoro operativo: con il dottor Alessandro D’Este e altri buyer, visitavamo spesso quelli di Antibes (primo in classifica) e di Nizza (Lingostière, settimo in classifica). Da queste visite sono arrivate molte conferme per il cammino che stavamo intraprendendo in Esselunga con il biologico, il marchio privato  ma anche per i salumi ed i formaggi tagliati e venduti davanti alla gastronomia, in un banco a sè, self- service..

Giuseppe Caprotti e gli studi: Parigi e il senso della ricerca

Voglio rimanere tra libri e documenti d’archivio, da solo, senza vedere nessuno o quasi, per lunghe giornate? Oppure voglio lavorare confrontandomi tutti i giorni con il mondo reale? La risposta arriverà anni dopo; insegnare mi sarebbe piaciuto. Ma anche il bilancio della mia esperienza “nel mondo reale”, come scrive Kundera, non sarà stata “un sogno”: Esselunga è stata una grande passione, mi sono divertito e ho fatto, usando un anglicismo, “cose buone”.

Flash — Riso arborio del supermercato: i 12 migliori

Nato nel 1946 grazie all’intuizione dell’agronomo Domenico Marchetti, questo chicco lungo e semitondo originario del Vercellese è stato spesso relegato dalla grande distribuzione al ruolo di “riso da insalata”, una strategia commerciale che negli anni ne ha finito per banalizzare l’identità. Eppure la realtà è un’altra: l’Arborio resta uno dei risi più efficaci per ottenere chicchi al dente, capaci di assorbire bene i liquidi di cottura e regalare una mantecatura cremosa. Non a caso, anche se Carnaroli e Vialone Nano dominano spesso il racconto gastronomico, continua a essere il riso da risotto più richiesto al mondo…

Gambero Rosso

Tra i migliori il marchio privato di Carrefour. Benino ma non benissimo Esselunga e Coop.

Unico neo di queste classifiche : manca sempre la base di partenza (= la lista completa delle marche assaggiate). Sotto : il migliore.