“Fermate quel test sull’olio”. Il Codacons invoca la censura contro il Salvagente
Il Codacons rappresenta solo gli interessi di Carlo Rienzi, non quelli dei consumatori
Il Codacons rappresenta solo gli interessi di Carlo Rienzi, non quelli dei consumatori
Nell’area di Vancouver si produce olio d’oliva, aumentano le terre coltivabili ma anche incendi, siccità e gli eventi climatici estremi
C’ è una grande differenza tra certificazioni (es.: DOP ) e definizioni commerciali ( es.: da agricoltura sostenibile). E il rischio “greenwashing ” è dietro l’angolo, anche per Barilla
Si tratta dei PFAS, composti chimici che non si degradano nell’ambiente e sono collegati a diverse patologie, tra cui tumori, malattie autoimmuni, infertilità e complicazioni in gravidanza
L’etichettatura unica e chiara è: “un primo passo , molto importante , per mostrare che i poteri pubblici antepongono la salute degli europei agli interessi economici” Camille Perrin , Bureau européen des unions des consommateurs
Sì agli OGM, no alla carne sintetica? O si dice “Sì” a tutta la ricerca scientifica, oppure sembra che ci sia un’apparente contraddizione in quanto si sta affermando e facendo.
Utilizzati pesticidi presumibilmente cancerogeni. Nessuna trasparenza sul loro uso
L’Italia dice no ai cibi sintetici … ma potete continuare ad uccidervi con le bibite gassate, würstel e derivati, sottilette, pizza surgelata, patatine fritte, merendine confezionate, piatti pronti, carni e derivati provenienti da produzioni intensive …
Non c’è acqua su tutte le Alpi. E l’Appennino senza neve chiude gli impianti sciistici. Le Regioni chiedono un piano straordinario. Di conseguenza mancherà l’acqua a valle, a primavera, come era già successo anche l’anno scorso.
Governo, Coldiretti, Inalca, Mc Donald’s, Filiera Italia, Federchimica (Confindustria) … “tutti insieme appassionatamente” pro OGM, contro la carne sintetica? E per la “sostenibilità” (di cosa, non si sa)
Coinvolta anche la Barilla, già precedentemente finita nel mirino per vicende collegate agli insetti : fake news e reazioni violente, totalmente sproporzionate
La superficie italiana coltivata a frutta – sottolinea la Coldiretti – si è ridotta a 560mila ettari con la perdita di oltre centomila ettari rispetto a 15 anni fa con conseguenze sul primato produttivo nazionale in Europa che si estende dalle mele alle pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle castagne fino al cedro e al bergamotto