Bibite zuccherate e lotta all’obesità : una vicenda irrisolvibile?
La situazione degli USA sembra lasciare poche speranze alla lotta contro l’obesità
La situazione degli USA sembra lasciare poche speranze alla lotta contro l’obesità
Oltre al negazionismo sul cambiamento climatico le aziende petrolifere sono disposte a tutto pur di ostacolare il passaggio a un modello energetico diverso, indispensabile per limitare la crisi climatica
Il Brasile è il quarto inquinatore (produttore di CO2) al mondo.
Il Brasile è il principale esportatore di carne bovina, la vende in più di 150 Paesi. La domanda sui mercati internazionali è sempre più alta e la tendenza non accenna a diminuire. Il business generato da questo commercio è alto e anche se a beneficiarne sono soprattutto alcune grandi multinazionali, come JBS
I dati dell’analisi condotta dal sito Carbon Brief per misurare la quantità cumulativa di CO2 prodotta negli ultimi 170 anni vedono sul podio Usa, Cina e Russia. Il Brasile occupa il quarto posto
Arriva la prima condanna in un processo penale per caporalato sui rider: Giuseppe Moltini, uno dei responsabili delle società di intermediazione che aveva portato al commissariamento della filiale italiana di Uber lo scorso 29 maggio, dovrà scontare una pena a 3 anni e 8 mesi. Per la manager di Uber Gloria Bresciani inizierà invece tra pochi giorni il processo
Chiesa & Diocesi 26 SETTEMBRE A Seregno l’Arcivescovo inaugura la Casa della Carità “Cuore” dell’attività solidale della comunità, sarà visitata…
La BCE, qualche giorno fa, ha stimato il calo del PIL al 10% “l’assenza di misure che favoriscano la transizione verso un economia senza energie fossili”. Le spese per il clima sono quindi un investimento
Forse la multinazionale di Alba dovrebbe semplicemente spiegare un pò meglio ed approfonditamente quello che fa. Oltre che in Africa, anche in Asia ed in Italia.
Città sott’acqua, cicloni e migrazioni. Cosa ci aspetta se scompaiono i ghiacciai di Milena Gabanelli e Francesco Tortora In meno…
Piantagioni di caffè che soffrono, grappoli d’uva che maturano nel profondo Nord. Il cambiamento climatico influenza le coltivazioni, ma ora sappiamo che potrebbe distruggerne anche le riserve genetiche. Vaniglia, cotone, patate potrebbero sparire.
I pappagalli australiani hanno oggi il becco più grande rispetto ai loro antenati oltre un secolo fa. Le ali dei pipistrelli sono cresciute dell’1 percento dagli anni Cinquanta. E ai toporagni si è allungata la coda. Non si tratta, però, degli unici animali ad aver cambiato forma e dimensione nel corso dei decenni. Il motivo? Fa più caldo e gli animali si adattano. L’aumento delle temperature medie globali sta influenzando — infatti —non solo le loro abitudini comportamentali o alimentari ma anche la loro «fisicità».