PFAS : in Francia, a Lione, con una decisione storica, è stata aperta un’inchiesta sul ruolo di due aziende nell’inquinamento dell’acqua

“Per la prima volta, le aziende sono state nominate e cercheremo la loro parte di responsabilità per questo inquinamento”, ha detto il presidente della metropoli di Greater Lyon, l’ecologista Bruno Bernard, accogliendo questa “decisione storica”. “Accedendo alla nostra richiesta di competenze indipendenti, la magistratura sta creando un precedente legale nella giusta direzione”, ha detto su X-Sypenet

Negli USA l’obesità uccide più delle armi

A impressionare è l’incapacità degli Stati Uniti di affrontare una simile emergenza, nota da decenni. Il Paese di tutte le libertà è anche un Paese pragmatico che in passato ha saputo intervenire su problemi sociali devastanti come l’eccessiva diffusione del fumo. Col cibo niente da fare: quello industriale, con più zucchero, sale e grassi, costa meno , è ovunque e spesso ha un sapore accattivante

Un’altra agricoltura è possibile

In questa sporca partita, chi perde? Quasi tutti: gli agricoltori, destinati a vivere di sussidi (finché ci saranno) per pagare pesticidi e fertilizzanti, i cittadini, che faticheranno a scovare cibi sani e di qualità, i giovani che erediteranno suoli desertificati e acque inquinate. Chi vince? L’agroindustria e le multinazionali che controllano il mercato di semi, fertilizzanti e fitofarmaci.

I Caprotti e la famiglia: Carla Fossati Bellani poi in Venosta, 1958

Carla Fossati Bellani (1924 – 2019), fu la seconda moglie di mio nonno Guido Venosta. Fu designer di fama internazionale. Nel 2000 promosse la nascita della “Fondazione europea Guido Venosta, l’uomo contro il cancro” (oggi “Fondazione Guido Venosta”), il cui obiettivo era ed è, “onorando la memoria di Guido Venosta e mutuandone le esperienze, promuovere e contribuire ad elevare l’educazione del pubblico verso i più alti ideali culturali e di solidarietà”.

Gli antenati dei Caprotti: i bisnonni materni, Giuseppe Venosta e Argia Neri Venosta, genitori del nonno Guido

Giuseppe Venosta (1880 – 1939) fu un ingegnere che lavorò tutta la sua vita alla Pirelli sino alla morte per cancro, una malattia all’epoca incurabile di cui fu vittima anche la moglie Argia, una decina d’anni dopo di lui. Suo figlio Guido, mio nonno, molti anni dopo s’impegnò molto nella lotta contro il male che aveva ucciso il padre e, un decennio dopo, anche la madre.