Flash — Discount : crescita mondiale superiore al mercato grocery

Secondo le più recenti analisi di IGD, il canale discount si conferma il segmento fisico della distribuzione alimentare con la crescita più sostenuta a livello globale da qui al 2030, rafforzando un posizionamento che negli ultimi anni si è progressivamente evoluto da semplice leva di prezzo a modello retail altamente competitivo e innovativo. Il report “Global discount trends 2026” evidenzia infatti come i discount registreranno un tasso annuo composto di crescita del 4,8%, superiore di quasi un punto percentuale rispetto al 4,0% atteso per il mercato grocery complessivo, segnale di una dinamica strutturale che continua a premiare format efficienti, assortimenti snelli e forte orientamento al valore.

Alla base di questa espansione si collocano diversi fattori convergenti, tra cui una domanda persistente di convenienza da parte dei consumatori, l’espansione delle reti vendita e una crescente capacità di innovazione sia a livello di prodotto sia nei modelli operativi. Come sottolineato da Dan Butler, insight partner di IGD, i discount non sono più percepiti…

In questo scenario, operatori come Aldi e Lidl continueranno a giocare un ruolo dominante, con vendite combinate stimate in 334 miliardi di dollari entro fine decennio, sostenute da investimenti nelle private label, dall’espansione internazionale e da modelli avanzati di pricing e fidelizzazione. Parallelamente, il report evidenzia una crescita ancora più rapida per i cosiddetti variety discounters, come Action e Dollar Tree, che potrebbero raggiungere un CAGR del 6,3% grazie alla forte domanda di prodotti non alimentari a basso prezzo e all’incremento degli acquisti d’impulso…

Fonte

Flash — Coltivazione delle banane: un paradiso dei pesticidi

Le piantagioni di banane si estendono in Ecuador, Costa Rica, Peru, nelle Filippine e in Colombia: territori in cui il clima è perfetto per far crescere il frutto… e i parassiti. Per proteggere le coltivazioni si utilizzano pesticidi ed erbicidi in quantità che un agricoltore europeo non vedrebbe in un’intera carriera.

Tutte le aziende dichiarano di seguire programmi di “sostenibilità”, ma la verità è che una banana a 1,49 €/kg non può garantire salari equi, coprire i trasporti oceanici e assicurare un’agricoltura pulita. Qualcuno, lungo la filiera, paga sempre il prezzo: spesso la salute di chi lavora… e di chi consuma

Sotto:

1 alcuni dei pesticidi citati da “Indovina chi viene a cena” (Rai3) sono stati trovati anche in banane bio e sono proibiti nell’UE ma vi entrano perchè non esistono le clausole di reciprocità tra Sud America e Europa.

Questo problema potrebbe essere modificato da una corretta applicazione del trattato Mercosur.

2 l’etichetta della banane Esselunga Bio Ctm Altromercato.

Leggi anche questo articolo sulle banane a marchio privato di Esselunga e nella GD, in generale. Sui pesticidi puoi leggere qui.

Redatto il 10 dicembre 2025, aggiornato il 19 marzo 2026

 

Flash — Come passare dall’attuale 24% di incidenza delle marche del distributore di Carrefour al 50% delle Mdd GS in tre anni? Mastrolia (GS, ex Carrefour) risponde

Domanda : Com’è possibile passare dall’attuale 24% di incidenza delle marche del distributore di Carrefour al 50% delle Mdd GS in tre anni?

Risposta : Per farlo penso sia sufficiente guardare alle esperienze internazionali e agli standard raggiunti da diversi retailer nord europei. Chi ha raggiunto questi standard sta addirittura accelerando sullo sviluppo delle Mdd. È quello che vogliamo fare anche noi. Parliamoci chiaro: oggi non c’è differenza di valore fra i prodotti dell’Idm, Industria di marca, e quelli delle Mdd, i nostri prodotti. Tutto dipende da come si comunicano e come li si fanno vivere sugli scaffali.

Domanda: Certo. Ma come farete a passare dal 24 al 50%?

Risposta: È una questione di volontà, strategica e operativa. In Italia molti consumatori sono ancora appassionati alle marche, ai brand industriali. Ma se li mettessero a confronto con le Mdd si accorgerebbero che sono sostanzialmente eguali, soprattutto nella qualità…

Poi sicuramente, come sostengono sia Luigi Rubinelli per il marchio privato, che Mario Gasbarrino per le “grandi marche” va fatta una selezione, con un assortimento più focalizzato. Se ne è parlato il 18 marzo 2026 a Parma.

Sulle quote del marchio privato in Europa leggi qui. Sotto una domanda su LinkedIN e la mia risposta in merito.

Pubblicato il 18 marzo, aggiornato il 19 marzo 2026

Factory Positioning: “Strategie e mercato MDD – IDM”

Il mio intervento partirà anche da alcune iniziative che ho sviluppato in Esselunga: i Superstore, la carta Fìdaty, Esselunga a Casa , la centrale acquisti ESD, lo sviluppo del biologico, insieme all’introduzione del primo bilancio sociale dell’azienda. L’obiettivo ovviamente non è guardare al passato. Quelle esperienze servono soprattutto come punto di partenza per riflettere su come stanno cambiando oggi la distribuzione, il ruolo delle marche del distributore e il rapporto tra industria e retail

Flash — Il Gastronauta porta la vera Genovese nella dispensa di casa: ovvero quando il retailer innova prima dell’industria

C’è un sugo che a Napoli tutti conoscono, che profuma le case per ore e ore, che richiede pazienza e dedizione quasi monastiche. Un sugo che, paradossalmente, di Genova ha solo il nome e, di semplice, solo gli ingredienti. È la Genovese, uno dei pilastri della cucina partenopea, celebrata in tv e sui social, ma ancora largamente sconosciuta al di fuori dei confini campani.

Fino a oggi, chi voleva assaporare una vera Genovese doveva o andare a Napoli o rassegnarsi a trascorrere un’intera giornata ai fornelli tra lacrime da cipolla e attese infinite. Poi è arrivata l’intuizione di Gasbarrino e Nicotra, il duo creativo che, per la catena Decò, sviluppa sia la linea private label d’insegna sia quella top di gamma, Il Gastronautaleggi qui tutta la storia

 

Flash — I negozi Amazon Fresh chiuderanno

L’azienda convertirà i negozi fisici in Whole Foods Markets. La mossa non sorprende, visto che l’azienda ha ridotto la sua offerta Amazon Fresh lo scorso anno. Amazon ha chiuso diversi negozi in California e tutti i 19  punti vendita Amazon Fresh nel Regno Unito .

Che dire? Dal 2017, data in cui Amazon comprò Whole Foods, l’azienda aveva sotto agli occhi la possibile conversione nei negozi nati a Austin (Texas), ma ha scelto di fare esperimenti  tecnologici e, a mio parere, poco interessanti. Ai clienti interessano poche cose : prezzi, qualità e servizio, oltre alla piacevolezza dell’ambiente e alla gentilezza del personale. Qui – nei vari esperimenti di Amazon – si respirava un’atmosfera fredda, dove la qualità del cibo a marchio privato contava poco o nulla.

Ovviamente tutto ciò avrà un impatto a livello occupazionale: verranno licenziate 16’000 persone.

Redatto il 27 gennaio, aggiornato il 29 gennaio 2026