Esselunga, nella faida dei Caprotti il tragico destino di alcuni fornitori
“Se voleva salvare la sua azienda, e anzi migliorarla con un aumento di fatturato, scrive Salvatore Lotta nella sua lettera, doveva firmare delle carte e dire che due dirigenti gli avevano chiesto dei soldi”.
Crollo cantiere Esselunga: dolore e tristezza . Estraneo alla gestione. Irreale pensare ad un mio ritorno in azienda
Da privato cittadino esprimo tutto il mio cordoglio e vicinanza alle famiglie per le vittime di questa tragedia. Non ho cariche o incarichi in Esselunga nell’immmobiliare La Villata, di cui non possiedo più titoli azionari. Non esiste la minima possibilità o ipotesi che io torni alla guida del gruppo
Presentazione del libro “Le ossa dei Caprotti” a Treviso, 8 febbraio 2024
Giovedì 8 febbraio ore 17.30 Treviso Palazzo Giacomelli Spazio Confindustria Veneto Est Piazza G. Garibaldi, 13 Saluti Denise Archiutti…
Le ossa dei Caprotti. Il libro che non c’è in testa alle classifiche
Giuseppe va all’estero per studiare cosa fanno gli americani … torna in azienda, ha voglia di fare e lo fa. Costruisce la sua squadra di manager, introduce i superstore e li riempie aprendo al non food per arrivare poi all’e-commerce. A Bernardo però certe cose non interessano, come il non food o quella roba del commercio elettronico. Lui è un architetto mancato e gli piace parlare di negozi, mentre si adopera per contrastare l’operato dei figli in azienda. Il suo cerchio magico lo aiuta, il rapporto con Giuseppe ha qualche alto, raro, e moltissimi bassi fino alla deflagrazione finale con lo showdown del licenziamento..
Caprotti e le successioni aziendali : «Servono chiarezza e rispetto»
Nel nostro caso i ruoli non erano chiari, non c’era un organigramma. Fare un’impresa “come la voglio io” non è un modo costruttivo per fare business. Io e mio padre siamo partiti da intenti comuni ma poi siamo andati per binari paralleli che non si sono mai incontrati». Secondo Giuseppe Caprotti la chiarezza in azienda dovrebbe essere declinata su più fronti
Giuseppe Caprotti: io, mio padre e Violetta saremmo stati un bel team, GDONews
Tanta storia dei Caprotti, di Esselunga e della distribuzione in questo podcast . Ma anche alcuni spunti sul conflitto padre – figlio : si è trattato di una storia d’amore . Di odio e amore. Il mio libro “Le ossa dei Caprotti” non è un risposta a “Falce e carrello”, la cui terza edizione esce in libreria il 13 febbraio 2024
“Le ossa dei Caprotti”. Una storia italiana, oltre il falso mito del fondatore di Esselunga
Nel 1995 vengono lanciati i prodotti Naturama. Nel 1998 vengono inseriti i prodotti del commercio equo e solidale a marchio Ctm Altromercato. Nel 1999 vengono lanciati i prodotti Esselunga bio . Nel 2001 vengono lanciate le banane bio Esselunga del commercio equo e solidale. Nel 2002 vengono lanciati i prodotti confezionati equo solidali Esselunga bio in collaborazione con l’allora Ctm Altromercato. Caffè, cacao, cioccolato, zucchero e così via.
Esselunga e la bancarotta del grande magazzino tedesco KaDeWe
“In Esselunga creiamo le enoteche : il colore verde dei mobili l’abbiamo adottato con mio padre, a Berlino, nei grandi magazzini KaDeWe”. Le ossa dei Caprotti, pagina 205. La nuova gestione ha cambiato il colore degli scaffali, da verde a color legno.
Chicago 1987, prima dei superstore
Giuseppe Caprotti: La guerra per l’Esselunga – “Succession” all’italiana – PDR 5 febbraio 2024
Giuseppe Caprotti è stato protagonista di un durissimo scontro con il padre Bernardo Caprotti per la successione a capo del gruppo Esselunga. Ha raccontato questo lungo conflitto pieno di colpi di scena nel libro “Le ossa dei Caprotti”. Abbiamo parlato di come è nata Esselunga, del rapporto padre e figlio all’interno di una delle principali dinastie imprenditoriali italiane, di capitalismo famigliare, di supermercati, di Cia, dei Rockefeller e d’intelligenza artificiale
Giuseppe Caprotti, Esselunga anche i ricchi piangono – One More Time, 6 febbraio 2024
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore di Esselunga e protagonista di una storia emozionante, caratterizzata da grandi risultati non riconosciuti e da tante sofferenze pubbliche.












