Nelson Rockefeller. Costruire supermercati in Venezuela: l’inizio di un progetto mondiale

Nel 1947 la IBEC di Rockefeller apre in Venezuela, introducendo i supermercati e rivoluzionando il commercio locale. Il modello viene poi esportato in Europa, a partire dall’Italia. Con soci italiani come i fratelli Caprotti, nasce a Milano nel 1957 il primo supermercato, futura Esselunga.

Nelson Rockefeller: la IBEC, un’azienda con una (doppia) missione

Nel 1947 Nelson Rockefeller fonda la IBEC per migliorare le economie dei paesi meno sviluppati, iniziando dall’America Latina con l’introduzione dei supermercati. Il successo lo spinge a esportare il modello in Europa, partendo dall’Italia. Con soci locali, tra cui i fratelli Caprotti, apre a Milano nel 1957 il primo supermercato, futura Esselunga.

I Caprotti e la Coop: Turiddo Campaini, un “nemico” e un maestro

“L’esperienza a Firenze è per me una grande scuola anche perché l’avversario che abbiamo di fronte è, all’epoca, uno tra i più efficienti e competitivi: la Unicoop amministrata e gestita da Turiddo Campaini. Una Coop aggressiva con una politica locale molto spiccata, efficiente e orientata al mercato. I prodotti toscani sono la norma ma non mancano quelli cinesi, per la grande comunità distribuita fra Prato e Campi Bisenzio…

USA: i consumatori stanchi dell’inflazione fanno scorte nei discount

Come in  Francia ed in Italia, anche negli Stati Uniti, l’inflazione  dovuta al Covid – 19, ha lasciato tracce profonde che hanno favorito lo sviluppo di formule discount, seppur con approccio e metodi di vendita molto diversi. I consumatori USA, poi, vivono l’incertezza politica seminata dai dazi voluti da Donald Trump. Negli USA, spinti dalle preoccupazioni del carovita, spopolano i box stores (discount all’ingrosso). Chris Nichols , ad di Sam’s Club (la catena di box stores di Walmart) prevede “momenti difficili” per l’economia USA

Marco Brunelli, l’amico – nemico dei Caprotti

L’imprenditore che diventerà uno dei protagonisti della grande distribuzione in Italia nasce quale antiquario, e tra i più quotati di Milano. Sua è l’organizzazione di una mostra memorabile alla Villa Reale, nel 1955, dedicata al “Settecento veneziano”; tra i prestatori delle opere i più bei nomi della città e non solo, vi figura anche mia nonna Marianne [Maire in Caprotti]. E tra i collezionisti d’arte più importanti del periodo che erano clienti anche di Brunelli c’era James Hugh Angleton, presidente della American Chamber of Commerce in Italia.