Flash — Al supermarket un prodotto su 4 è italiano. Superati gli 11,6 miliardi di spesa

Gs1 Italy, nel 2024 il volume del paniere segna -0,7%. Salve le Dop…L'”indicatore” più diffuso di italianità – segnalala il report economico – è la bandiera tricolore, presente su oltre 16 mila prodotti con vendite annue positive a valore e stabili a volume. Seguono i claim “100% italiano”, che resta stabile a valore ma perde l’1,5% dei volumi, e “prodotto in Italia”, con vendite negative a valore e volume. Gli analisti sottolineano che “il 2024 non è stato un anno facile nemmeno per le indicazioni geografiche europee: nel paniere da 4.888 referenze e 1,6 miliardi di euro di giro d’affari dei prodotti Dop, Doc e Docg, solo le referenze Dop registrano vendite positive a valore (+5,8%) e volume (+2,7%)” per un totale di quasi 803 milioni di euro.

Le bandierine con il tricolore non funzionano più. Ve lo dice chi le ha messe sui prodotti Esselunga bio 25 anni fa. Anche perchè  spesso “non battono l’inflazione” e, senza un’etichettatura adeguata sulle caratteristiche del prodotto potrebbero semplicemente essere “italian sounding”. Leggi anche : Il falso mito del cibo “100% italiano”

Flash — Il grande piano di Donald Trump per salvare i pomodori della Florida: far pagare il Messico

Il presidente degli Stati Uniti ha imposto un dazio del 17% sulle esportazioni di frutta del vicino meridionale per salvare il numero sempre più esiguo di agricoltori locali…Il Messico fornisce oltre il 60 percento dei pomodori freschi consumati negli Stati Uniti, un chiaro esempio di come il Paese abbia conquistato quote di mercato in vari settori, diventando il principale partner commerciale degli Stati Uniti da quando è entrato in vigore il North American Free Trade Agreement nel 1994…il Consiglio Nazionale dell’Agricoltura del Messico ha affermato che a pagare saranno i consumatori, prevedendo un aumento dei prezzi dell’11,5%, anche perchè quelli coltivati negli USA sono di specie diverse

Flash — Food Marketing Institute (USA) : l’80% dei fornitori si aspetta che i dazi influenzino i prezzi e le catene di approvvigionamento

Secondo i dati FMI condivisi in quel briefing, il 55% dei consumatori ha riferito a luglio che le tariffe erano la loro principale preoccupazione. Questo sentimento è salito dal 54% di marzo e del 49% a gennaio…

In che modo tali preoccupazioni si traducono in prezzi al consumo, soprattutto perché l’indice dei prezzi al consumo (CPI- indice dell’inflazione) food-at-home ha continuato a mantenersi abbastanza costant

…L’80% degli alimenti negli Stati Uniti è prodotto a livello nazionale, alcune categorie dipendono particolarmente dalle importazioni … Il dottor. Ricky Volpe, professore associato di agroalimentare presso la California Polytechnic State University di San Luis Obispo, in California, ha fornito un contesto aggiuntivo durante il briefing, utilizzando l’esempio di un bagel di uvetta e di cannella  fatto con ingredienti che vengono principalmente importati.

“Se il 50% di un bagel è soggetto a una tariffa media del 18%, l’aumento totale previsto del costo di produzione di un bagel sarà compreso tra il 9% e il 10% del costo di produzione, il che non è insignificante. Queste aziende alimentari stanno davvero operando con margini bassi, e quindi si tratta di un aumento dei costi che probabilmente verrà trasmesso attraverso la catena “…

L’impatto dei dazi sul non food sarà molto più importante (con la Cina produttore ed importatore N° 1), con dei tempi molto più lunghi dell’alimentare però, perchè i consumi sono più lenti e sicuramente esistevano delle giacenze.

Flash — Gli americani hanno mangiato 1 miliardo di pasti in meno nei ristoranti tra gennaio e marzo rispetto al trimestre comparabile di un anno fa

L’amministratore delegato di McDonald’s, Chris Kempczinski, ha dichiarato che mentre le vendite della catena di hamburger sono tornate a crescere nell’ultimo trimestre, le visite da parte di clienti a basso reddito in particolare sono diminuite a doppia cifra tra aprile e giugno, poiché i loro redditi reali sono diminuiti…

..Mentre l’inflazione alimentare complessiva è rallentata, il costo del mangiare fuori sta superando quello della cucina a casa, con l’indice dei prezzi dei consumi per il cibo a casa in aumento del 2,4% e il cibo fuori casa del 3,8% nei 12 mesi fino a giugno. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti prevede che i costi di mangiare fuori continueranno a salire più rapidamente dei pasti a casa. L’anno scorso i consumatori hanno speso $ 1,1 trilioni in cibo a casa e $ 1,5 trilioni per cibo lontano da casa, comprese tasse e mance…

A proposito di Mc Donald’s leggi anche qui.

Pratiche sleali : Il fallimento della normativa

Le sanzioni per pratiche sleali nel 2023-2024 ammontano a soli 665 mila euro contro danni stimati di almeno 350 milioni annui. in sostanza sui Prezzi e sulle pratiche sleali il “dolce far niente” della politica italiana prosegue. Ricordatevelo quando vedrete i prossimi trattori in piazza o quando sentirete parlare delle tristi vicende di gruppi come Auchan, Casino, Carrefour Italia e altri